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Livorno, Iconostasi della Cappella degli ortodossi


Il primo cimitero di proprietà della comunità ortodossa a Livorno sorgeva nell'area attualmente occupata dal Palazzo degli Uffici Finanziari, di fronte al Cisternone. La delibera della comunità e la conseguente supplica al Reggente per formare un cimitero fuori dalla città con la cappella per fare funerali, risalgono al 4 settembre 1773. Qualche anno dopo si ottenne la concessione. Sorse anche una cappella che, come ogni ambiente di culto di tradizione bizantina, era dotata di un'Iconostasi. Quando il cimitero venne trasferito nel sito dell'odierna via Marco Mastacchi le Icone della cappella cimiteriale pervennero alla chiesa della SS.ma Trinità, perché la nuova cappella cimiteriale fu dotata di un nuovo arredo ligneo e pittorico che costituisce l'attuale Iconostasi. Si tratta dell'unico esempio di complesso liturgico di rito bizantino pervenuto integralmente; i modelli artistici seguono gli schemi della tradizione bizantina sia nella distribuzione parietale, sia nella scelta dei Santi che accompagnano la scena dell'Annunciazione.
L'opera fu realizzata da artisti e artigiani presenti a Livorno nella 1° metà dell'Ottocento; gli intagli lignei in mogano con cornici e ornati dorati richiamano la raffinatezza dei manufatti prodotti dagli ebanisti livornesi Ferdinando Magagnini e Francesco Parri. Gli echi della cultura occidentale che permeano gli incarnati e gli atteggiamenti delle pitture rimandano all'attività del pittore romano trapiantato a Livorno Carlo Morelli, che firma uno dei dipinti presenti nella Iconostasi.
Il restauro di questo pregevole complesso ligneo e pittorico è particolarmente urgente a causa di un pericoloso attacco di termiti. Anche la pellicola pittorica dei dieci pannelli dipinti mostra sollevamenti e distacchi diffusi su tutta la superficie. Pertanto si prevede lo smontaggio delle cornici e dei dipinti dal supporto ligneo, la disinfestazione della struttura portante e delle cornici, la velinatura del colore, lo smontaggio dei telai, la pulitura e il fissaggio del colore, la nuova foderatura delle tele. Per la struttura lignea si prevede lo smontaggio e la sostituzione del tavolame degradato, l'incollaggio delle decoesioni strutturali, il consolidamento delle parti, la pulitura delle superfici dorate e delle superfici a legno, la verniciatura protettiva. Sia per i dipinti che per la parte lignea si prevedono la stuccatura, l'integrazione pittorica e la verniciatura finale. Per i motivi di carattere conservativo citati, oltre che per il pregio artistico e la rarità del manufatto, il restauro è particolarmente urgente e significativo.

Costo preventivato del restauro £ 30 milioni.