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Costruire lavoro

La Regione Toscana ha istituito la Festa della Toscana con la legge regionale 21 giugno 2001, n. 26 per ricordare l'abolizione della pena di morte avvenuta il 30 novembre del 1786 (per la prima volta al mondo) ad opera del Granduca di Toscana, e per ribadire il proprio impegno per la promozione dei diritti umani, della pace e della giustizia, elementi costitutivi dell'identità della Toscana. La Festa è celebrata con numerose iniziative che il Consiglio regionale, le Province e i Comuni, le associazioni e le istituzioni del territorio hanno organizzato e che coinvolgono ogni località della regione tra novembre e dicembre.

Una Festa della Toscana dedicata al lavoro: oggi più che mai questo tema è il punto nel quale si incrociano problemi e contraddizioni, crisi e promesse di sviluppo, ricostruzione dei valori condivisi sui quali si fonda la nostra società. Prima di tutto perché sul lavoro si scaricano tutte le patologie del mondo globalizzato: produzione, costo del lavoro, sicurezza, welfare. La serie infinita di vittime che siamo costretti a piangere quasi ogni giorno è la tragica conferma di una situazione di squilibrio nella quale la pressione competitiva colpisce inevitabilmente chi è più debole nella corsa affannosa a produrre di più e a prezzi più bassi.
La crisi delle aziende e la perdita del lavoro è il dramma sociale che molte famiglie devono affrontare nel momento in cui esplodono le contraddizioni dell’economia globalizzata che non ha ancora trovato un’impalcatura di regole, controlli, dispositivi di allarme e che in questi mesi è investita da una delle più gravi crisi finanziarie della storia. Errori e illusioni della finanza di carta si scaricano sui sistemi produttivi dei nostri territori in modo preoccupante.
A livello locale, anche forme del rapporto di lavoro che si sono rivelate utili a garantire l’ingresso dei giovani nel mondo produttivo, si rivelano spesso inadeguate all’obbiettivo della competitività fondata sulla qualità verso cui la Toscana punta nel proprio sviluppo. Nel 2007, su 10 persone avviate al lavoro in Toscana, quasi 8 erano precari o lavoratori a termine. La condizione di precario permanente è quanto di più negativo per le prospettive di crescita individuale e familiare. I cambiamenti epocali nell’organizzazione del lavoro si evidenziano anche attraverso i lavoratori immigrati che sono sempre più integrati nei nostri sistemi sociali e che rappresentano un supporto indispensabile per la nostra economia.
E’ alla luce di queste trasformazioni che la Festa della Toscana 2008 ci invita a riscoprire il valore fondamentale del lavoro, partendo dal riconoscimento altissimo che la nostra Costituzione ci assegna. Per riflettere sulla cultura complessiva del lavoro abbiamo messo a fuoco l’aspetto del cambiamento (il lavoro fra tradizione e innovazione), quello dell’apertura di nuove prospettive e di nuovi settori di attività (lavoro e creatività) e quello del volto più drammatico delle trasformazioni e delle crisi, rappresentato dalla successione inarrestabile di vittime sul lavoro (lavoro e legalità). Al centro dell’attenzione e delle politiche nazionali e regionali deve infine restare l’urgenza di offrire ai giovani prospettive di lavoro concrete e tempestive e di costruire con determinazione un’effettiva parità del lavoro femminile.
La Festa della Toscana, nel riproporre la grande battaglia di civiltà contro la pena di morte, in ricordo di quel primo atto coraggioso di Pietro Leopoldo che nel 1786 sfidò il mondo abolendo l’esecuzione capitale, darà centralità e rilevanza al tema cruciale del lavoro e porterà un contributo importante di cultura e di conoscenza , in stretta sintonia con i valori fondamentali espressi dal nostro Statuto.
 

Claudio Martini
Presidente della Regione Toscana

Riccardo Nencini
Presidente del Consiglio regionale della Toscana