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Europa Europae

La democrazia regionale è un pilastro fondamentale per costruire la nuova Europa.
In questa fase delicata nella quale la spinta verso l’allargamento prosegue e coinvolge speranze e aspettative di popoli e paesi, occorre che le regioni di grandi tradizioni civili come  la Toscana si pongano in prima fila per contribuire alla stabilità e allo sviluppo dell’Unione Europea.
Per questo abbiamo voluto che  la Festa della Toscana, l’occasione più solenne per riflettere sulla nostra identità e i nostri valori, fosse dedicata quest’anno all’Europa, alla sua ambizione di rappresentare sempre di più  un fattore di pace e di promozione dei diritti e delle libertà dei suoi cittadini, per valorizzare le sue inclinazioni più evidenti, tra cui la sensibilità per la tutela ambientale, la spinta alla partecipazione alla vita democratica, il volontariato.
Questo significa in primo luogo riaffermare l’importanza e il valore del dialogo interculturale fra tutti i popoli, quelli che già godono della cittadinanza europea e quelli che aspettano di ottenerla.
Fra i valori che  la Toscana rappresenta non c’è infatti solo l’accoglienza e la tolleranza solidale verso chi viene da paesi lontani per trovare una speranza di vita serena e dignitosa, ma anche la consapevolezza che tutte le culture possono reciprocamente arricchirsi nell’incontro e che occorre guardare soprattutto a ciò che ci unisce nel nome della comune e solidale esperienza umana e non all’eredità, irta di conflitti e di contraddizioni, dell’esperienza storica. Il processo di integrazione europea dev’essere al servizio dei cittadini e deve stabilire una dignità nuova della persona umana; è il passaggio cruciale per la realizzazione di questi obiettivi. Come ha più volte ribadito Jacques Delors riferendosi al dibattito sulla Costituzione europea: “Tutti dovrebbero partecipare. Non solo i Governi, i partiti politici e i Parlamenti. Ma anche la società civile, le parti sociali, gli intellettuali”. Il sofferto processo di approvazione della nuova Costituzione è la conferma della necessità che le Regioni approfondiscano la consapevolezza del loro ruolo e mirino a consolidare la loro rappresentanza insieme a quella delle regioni europee con potere legislativo, nel rispetto delle loro specifiche identità.
Nel ricordo dell’atto di civiltà più simbolicamente pregnante quale fu l’abolizione della pena di morte il 30 novembre 1786, quest’anno i Presidenti della nuova Europa riuniti nel vertice della Carta delle Regioni, lanceranno un appello dalla Toscana: ognuno offra alla cittadinanza europea il suo contributo per creare insieme il luogo della pace, dell’incontro, dello sviluppo sostenibile.
 

Claudio Martini
Presidente della Regione Toscana

Riccardo Nencini
Presidente del Consiglio regionale della Toscana