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Dichiarazione solenne

dei Presidenti
della Giunta e del Consiglio regionale della Toscana

Il 30 novembre 1786 nel Granducato di Toscana, per la prima volta al mondo, viene abolita la pena di morte.

A partire dal 30 novembre 2000, per ricordare quello straordinario evento, si celebrerà la Festa della Toscana.

Quella data mostra come l’impegno per la promozione dei diritti umani e della pace risieda profondamente nella storia della Toscana ed appartenga alla sua cultura. Non è quindi solo una memoria storica quella che si vuoi richiamare ma il fondamento stesso dei principi che fanno della Toscana una delle terre più civili del mondo.

Nel corso dei secoli e nell’età moderna la Toscana è stata punto di incontro e di dialogo tra Occidente ed Oriente, tra Europa e Mediterraneo. Dall’abolizione della pena di morte alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, dalla Costituzione Italiana alla Carta dei Diritti dei Cittadini d’Europa, uno straordinario viaggio si è compiuto e la Toscana ne è stata protagonista.

E’ giunta a maturazione una comprensione nuova e più alta della dignità della persona; sono stati tutelati i diritti della donna, dei bambini e di tutte quelle persone che si trovano in condizioni di difficoltà e di minorità; all’affermazione del diritto alla vita si è accompagnato il riconoscimento delle libertà fondamentali: di pensiero, di coscienza, di espressione, di culto, di informazione, di associazione, di riunione.

Anche quando, nel XX secolo, la storia si è incamminata lungo pericolosi crinali ed ovunque si sono costruiti muri, la Toscana è rimasta fedele ai suoi principi originari e, con creatività, è stata capace di gettare ponti tra civiltà e culture diverse, tra l’est e l’ovest, tra le due rive del Mediterraneo, tra le grandi religioni.

Questo patrimonio di valori civili e spirituali rappresenta l’identità più profonda ed autentica della Toscana ed indica la sua vocazione storica a contrastare ogni localismo settario, ogni nazionalismo egoista, ogni forma di xenofobia e di razzismo. Questa identità e questa vocazione devono essere consegnate ai giovani di questa Regione come seme di speranza e di futuro.
La Festa della Toscana è la solenne occasione annuale per meditare insieme sulle nostre radici di pace e di giustizia, per coltivare la memoria della nostra storia, per attingere con rinnovato entusiasmo alla tradizione di diritti e di civiltà che si è radicata nella coscienza. stessa dei cittadini, prima ancora che nelle leggi.
Nel tempo del federalismo, questa è l’originale identità che la Toscana mette in comune con le altre regioni dell’Italia e dell’Europa; una identità per unire e non per dividere, per accogliere e non per escludere, secondo uno stile di vita che da sempre caratterizza i cittadini di questa terra.

 

 

Claudio Martini
Presidente della Regione Toscana

Riccardo Nencini
Presidente del Consiglio regionale della Toscana

 

Contenuto aggiornato al 3 gennaio 2014

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