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COMUNICATO STAMPA  n. 898


Rifiuti: soluzioni alternative Case Passerini e raccolta differenziata all’80 per cento entro il 2030

Comunicazione della Giunta in Consiglio regionale. Il presidente: “Opzione con Eni da allargare a tutta la Toscana”. L’assessore Fratoni: “Rivoluzione sostenibile, presto proposta di legge per Ato unico”

 

di Ufficio stampa, 23 luglio 2019

 

“La filosofia è di traguardare fino al 2030 la raccolta differenziata all’80 per cento, il riuso e il riciclaggio come scelta fondamentale e questo significa dotarci di una serie di sistemi di trasformazione e selezione dei rifiuti. La prospettazione che presentiamo oggi è realistica, seria, assolutamente credibile”, dice il presidente della Toscana, Enrico Rossi, rivolto all’Aula.

Si è tenuta questo pomeriggio, martedì 23 luglio, la comunicazione della Giunta regionale in merito alla nuova politica regionale sui rifiuti in Toscana “in una logica di economia circolare”. La nuova legge sulla governance del servizio integrato dei rifiuti in Toscana sarà pronta entro l’anno e sancirà il definitivo superamento di Case Passerini, peraltro già previsto nella proposta di modifica del Piano rifiuti e bonifiche. Il governo dei flussi di Toscana Centro avrà “soluzioni alternative” al termovalorizzatore della Piana. L’impianto sparisce, in nome di un prossimo futuro basato su tre idee chiave: economia circolare, più raccolta differenziata e rifiuto inteso come ‘giacimento’ da valorizzare. Entra, invece, la bioraffineria di Stagno, a Livorno, nella sede Eni. Sulla piattaforma di trasformazione, senza emissioni nocive, del combustibile solido secondario ricavato dai rifiuti urbani e dalle plastiche, la Regione ha già siglato un protocollo con Alia, gestore unico dei rifiuti nell’area Ato Toscana Centro, ed Eni.
 
Una “conversione ecologica, una rivoluzione sostenibile”, così la definisce in Aula l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni.  “Siamo tradizionalmente abituati a pensare a una certa attività di pianificazione – dice –. L’esercizio nel quale ci misureremo nei prossimi mesi è la definizione di una moderna strategia, secondo quelli che in Europa sono chiamati piani di azione, finalizzata ai principi dell’economia circolare”. Il presupposto riguarda “la necessità di modificare radicalmente una impostazione culturale per una evoluzione positiva e sostenibile del modello di sviluppo che conosciamo”. Una “rivoluzione” che ha due implicazioni fondamentali, “rende più forte l’economia, più competitivo il sistema produttivo, e ha un impatto positivo sul clima, perché riduce le emissioni” e che si può realizzare se c’è la capacità di “mettere in campo strumenti e politiche innovativi e moderni, per connetterci con le sfide che le nuove generazioni ci chiedono di intraprendere e di affrontare con determinazione”.
 
Aumentare la raccolta differenziata con l’obiettivo di arrivare all’80 per cento nel 2030 e con un traguardo intermedio nel 2025. Obiettivo raggiungibile, sostiene Fratoni, “secondo un incremento di circa il 2,5 per cento l’anno” e conferma il presidente Rossi: “Possiamo arrivare fino all’85 per cento”. Oggi nel complesso la Toscana è al 53,88 per cento: “Sulla differenziata non stiamo andando bene, al momento siamo nella media italiana, facciamo un po’ schifo”, commenta il presidente. Il restante 20 per cento sarà suddiviso tra un 10 per cento destinato alla discarica e una quota tra il 6 e il 10 per cento destinato alla termovalorizzazione. Si attenua e si supera anche il divario tra i rifiuti urbani e i rifiuti speciali, spiega ancora l’assessore Fratoni: “In Toscana sono circa 2milioni e 250mila tonnellate l’anno i primi, quattro-cinque volte di più gli speciali”.
 
La produzione dal rifiuto differenziato di combustibile solido secondario (Css), che già oggi ha vari impieghi, rappresenta un’alternativa alla termovalorizzazione. L’opzione messa in campo dalla Regione con Eni risponde a questi criteri e ha permesso di definire la modifica del piano che presto sarà all’esame del Consiglio regionale. “Eni ci assicura che sarà ad emissioni zero – spiega Enrico Rossi –. È una iniziativa che non deve restare riservata alla zona centro, ma dovrebbe interessare tutta la Toscana”.
 
Per fare questo “abbiamo bisogno di un’unica autorità regionale di regolazione: ci impegneremo a portare in Consiglio la proposta di legge sul cosiddetto Ato unico”, spiega ancora Fratoni. “Su questo il Consiglio potrà dare una grande mano, se si andrà a chiudere la legislatura con la definizione di un elemento di governo unico a livello regionale”, avverte il presidente. Si tratta di una scelta che va nella “direzione di una svolta ambientalista” che è sospinta da “una volontà fortissima, una volontà collettiva che c’è oggi nell’opinione pubblica”, nei confronti della quale “rischiamo di trovare la società e i privati più avanti di noi”, sostiene Rossi, e che risponde a un “mutamento culturale che stiamo vivendo tutti”. Una “rivoluzione”, aggiunge, “che costa meno di nuovi inceneritori”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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