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COMUNICATO STAMPA  n. 0057


Bolkestein: tutti i Comuni devono allinearsi a proroga due anni, passa mozione Stella-Donzelli

Approvata a larga maggioranza con emendamenti Pd: per la stesura dei bandi ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2018. Respinta mozione M5s sullo stesso argomento

 

18 gennaio 2017

 

Firenze – Direttiva Bolkestein: i Comuni toscani dovranno allinearsi alla proroga prevista dal Governo sulle concessioni per l’esercizio del commercio in aree pubbliche. Ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2018 per la stesura dei bandi. Passa a larga maggioranza una mozione a firma Marco Stella (Forza Italia) e Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia), dopo l’accoglimento di emendamenti del Partito democratico. Voto contrario del Movimento 5 stelle, che sulla questione ha presentato una propria mozione, respinta dall’Aula.
L’atto votato impegna la Giuntaregionale “di concerto con Anci” ad attivare “tutte le procedure necessarie, affinché i Comuni si allineino in maniera uniforme” alla scadenza prevista dal decreto, per il quale si attende la conversione in legge, per quanto riguarda “la stesura dei bandi relativi alle concessioni per l’esercizio del commercio in aree pubbliche”.
La mozione specifica come devono comportarsi i singoli Comuni a seconda del livello di attuazione delle procedure che hanno raggiunto. La Giunta è impegnata, secondo l’emendamento Pd, ad attivarsi, “fornendo ogni possibile supporto e indirizzo” affinché: “le amministrazioni che sono in fase di definizione e approvazione del piano e del regolamento comunale o in fase di ricognizione dei posteggi esistenti in prospettiva di un processo di razionalizzazione e adeguamento, portino a completamento tale iter”; le amministrazioni che avevano già provveduto a pubblicare i bandi e i termini per la presentazione delle domande “procedano con la fase istruttoria, ma non all’assegnazione fintanto che non saranno chiariti i termini”; le amministrazioni che avevano già approvato e pubblicato i bandi, con relativa apertura dei termini di presentazione delle domande, “completino tali fasi” con il suggerimento di prolungare i termini non ancora scaduti; le amministrazioni che non hanno provveduto all’approvazione “possano auspicabilmente attendere la conversione del decreto legge”.
“Adesso occorre utilizzare il tempo che il decreto legge concede con questa proroga, per elaborare un testo di legge che escluda dalla direttiva Bolkestein il commercio su area pubblica e gli stabilimenti balneari, vera risorsa economica per il nostro Paese”, ha commentato Marco Stella. “Le attività economiche non possono continuare ad operare in un quadro di incertezza legislativa che non consente loro di programmare in maniera serena il futuro delle attività stesse e delle migliaia di famiglie che ci lavorano. La Toscana – osserva ancora il vicepresidente del Consiglio regionale – è la regione del centro-nord con la più elevata densità di esercizi ambulanti rispetto alla popolazione residente: un giro d’affari di oltre un miliardo di euro, 14.000 esercizi, 650 mercati, 1.720 fiere, con diverse migliaia di addetti. Un mondo che crea ricchezza e occupazione, ma che rischia di essere travolto dalla direttiva europea Bolkestein. Siamo categoricamente contrari a rimettere a bando tutte le concessioni, con la prospettiva che fondi di investimento e multinazionali arrivino a Firenze e in Toscana ad accaparrarsi banchi e chioschi”. “Il Governo di centrosinistra ha fatto un buon lavoro su questo tema con il decreto milleproroghe. Per la prima volta mi trovo nell’imbarazzo politico di doverlo ammettere. È una occasione da non perdere, che non tutti i Comuni hanno ancora ben capito”, ha dichiarato l’altro firmatario, Giovanni Donzelli.
Secondo i dati dell’osservatorio nazionale sul commercio del Ministero dello sviluppo economico, si legge nel testo della mozione, sono presenti in Toscana poco più di 14mila attività di commercio su aree pubbliche, “così suddivise per settore merceologico: mille e 939 alimentari, 2mila 33 abbigliamento, tessuti e calzature, 4mila 412 abbigliamento e tessuti, 551 calzature e pelletterie, 4mila 261 altri articoli, 448 mobili e articoli di uso domestico, 371 di settore non specificato”. Le province con la maggiori presenze sono Firenze (3mila 241) e Pisa (2mila 332), seguono Livorno (mille e 922), Lucca (mille e 335), Massa Carrara (mille e 326), Pistoia (mille e 145), Prato (830), Arezzo (829), Grosseto (684) e Siena (371)”. Una applicazione difforme da Comune a Comune “produrrebbe assoluta confusione nel settore”.
L’assessore Stefano Ciuoffo ha confermato in Aula che la Giunta regionale sta maturando “la stessa riflessione” e oggi pomeriggio porterà la questione in conferenza Stato-Regioni, “per cercare di allineare le Regioni in maniera uniforme”.
La mozione del Movimento 5 stelle respinta dall’Aula tendeva alla “sospensione da parte delle amministrazione comunali dei bandi pubblicati e delle procedure relative al rilascio/rinnovo dei posteggi per l’esercizio del commercio al dettaglio su area pubblica alla luce del decreto legge n. 244 ‘Milleproroghe’ del 30 dicembre 2016”. (s.bar)

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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