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COMUNICATO STAMPA  n. 0582


Lavoro: nasce Arti, Agenzia regionale per l’impiego

Approvata a maggioranza (astenuti Movimento 5 stelle e Lega, contrari Fratelli d’Italia) la proposta di legge della Giunta che punta a creare un nuovo modello toscano. Coordinerà l’attività dei centri presenti sul territorio

 

di Federica Cioni, 5 giugno 2018

 

Si chiamerà Arti (Agenzia regionale toscana per l’impiego) e sarà un nuovo modello toscano per i servizi all’impiego. Coordinerà l’attività dei centri presenti su tutto il territorio (53 sedi); servirà a trasferire i 413 dipendenti (4 dirigenti, 313 a tempo indeterminato, 96 a tempo determinato) delle Province e della Città Metropolitana che vi lavorano, ma che da gennaio scorso sono già in prestito alla Regione; stabilizzerà entro un anno personale a tempo determinato in possesso di requisiti. Arti subentrerà, a titolo gratuito, nelle quote della società in house di diritto privato Fil (Formazione innovazione lavoro) della Provincia di Prato.
 
La proposta di legge della Giunta firmata degli assessori al Lavoro e al Personale, rispettivamente Cristina Grieco  e Vittorio Bugli, è stata approvata a maggioranza dal Consiglio regionale (astenuti Movimento 5 stelle e Lega. Contro Fratelli d’Italia).
Risponde, come illustrato dal presidente della commissione Affari istituzionali, Giacomo Bugliani, a quanto disposto all’articolo 1 commi 793 e 799 della legge 205/2017(Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e pluriennale per il triennio 2018-2020), secondo cui entro il 30 giugno prossimo deve essere completata la “transizione in capo alle Regioni delle competenze gestionali in materia di politiche attive del lavoro esercitate attraverso i centri per l’impiego”.
Il nuovo modello toscano prevede il mantenimento in capo alla Regione di programmazione, monitoraggio e analisi delle politiche del lavoro; la definizione degli interventi finanziati attraverso fondi comunitari, nazionali e regionali. Arti avrà anche la gestione della rete regionale dei centri per l'impiego e delle misure di politica attiva e dei servizi erogati a cittadini e imprese, in coerenza con i livelli essenziali delle prestazioni stabiliti a livello nazionale e con gli standard qualitativi regionali.

In sede di dibattito e dichiarazione di voto il consigliere Gabriele Bianchi (M5s) ha annunciato una “astensione critica”. Perplessità sono infatti state sollevate sulla mancanza di “pianificazione e programmazione” dell’Agenzia e sulle ricadute in termini di occupazione.
Anche Marco Casucci (Lega) ha annunciato voto di astensione. I dubbi sollevati hanno riguardato le voci di spesa, il capitolo stabilizzazioni e nuove assunzioni. Per il consigliere è necessario “valutare come funzionerà Arti”.
Paolo Bambagioni (Pd) ha parlato di “fase di ristrutturazione. La Regione ha fatto la sua parte di fronte a una legge che io reputo sciocca” ha detto riferendosi alla riforma Delrio che ha sancito la fine delle Province. “In questo contesto – ha aggiunto – la Toscana è stata responsabile e ha fatto un passo importante”.
Massimo Baldi (Pd) ha invece criticato il comportamento “ondivago” adottato dai consiglieri del Movimento 5 stelle. Ricordato il voto contrario espresso in commissione, Baldi si è detto “sconcertato”. “Per lungo tempo avete detto ai cittadini che si poteva stare a casa riscuotendo e oggi riconoscete l’importanza del lavoro”. Baldi ha inoltre rilevato che i centri per l’impiego sono solo uno “strumento. Resta in capo alla politica il governo dell’intero sistema”.
Andrea Quartini (M5s) ha spiegato la ratio del reddito di cittadinanza proposto dal Movimento: “non è assistenzialismo. È condizionato al sistema del lavoro e del tessuto produttivo”. Quartini ha inoltre dichiarato “apprezzamento” per quanto fatto dalla Regione. “Volevamo un’azione a 360 gradi” ha rilevato.
Voto a favore è stato annunciato dal capogruppo di Sì – Toscana a sinistra Tommaso Fattori: “Arti è una buona scelta, un passo avanti importante. Adesso occorre superare il paradosso del precariato nei centri per l’impiego e sciogliere il nodo di come dare maggiore impulso alla rete”.

“Questa non è un’operazione di politica” ha aggiunto l’assessore Bugli a chiusura del dibattito. E riferendosi alle astensioni annunciate ha chiarito: “Posso capire. Posso comprendere che sia il modo per vedere cosa succede, ma dopo occorre lavorare tutti insieme”. Dall’assessore Grieco è arrivata una veloce ricostruzione del percorso che ha portato alla costruzione di Arti, modello peraltro seguito a livello nazionale: “La Toscana non ha copiato nessuno. Per primi abbiamo fatto una legge in questo senso e se siamo arrivati dopo altre regioni è perché abbiamo scelto di aspettare fino all’ultimo giorno utile. Qualche parametro poteva cambiare, ma alla fine Arti è l’unica soluzione possibile”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

Materiali multimediali

Dichiarazioni, interviste, foto e altri contributi


Giacomo Bugliani (Pd) su Arti, Agenzia regionale per l'impiego


Gabriele Bianchi (M5s) su Arti, Agenzia regionale per l'impiego


Tommaso Fattori (Sì - Toscana a sinistra) su Arti, Agenzia regionale per l'impiego

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