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COMUNICATO STAMPA  n. 1364


Difesa civica: Giani, serve legge quadro nazionale

Il presidente del Consiglio regionale ha aperto i lavori del seminario di approfondimento in palazzo Bastogi

 

6 ottobre 2017

 

Firenze – “Si impone una legge nazionale, una legge quadro che consenta di avere un orizzonte comune per muoversi”. Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale, apre i lavori del seminario “Il Difensore Civico per rafforzare la democrazia deliberativa e la soluzione dei problemi dei cittadini”.
Il seminario sulla Difesa civica segue la Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, riunita per la prima volta dopo il referendum costituzionale a Firenze e ospitata dal  Consiglio regionale della Toscana nella cornice della sala delle Collezioni in palazzo Bastogi. La conferenza, presieduta da Franco Iacop, ai vertici del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, ha fatto il punto su molte iniziative in programma. È infatti l’organismo che punta a valorizzare il ruolo istituzionale dei Parlamenti regionali e a sviluppare l’autonomia funzionale delle assemblee, nonché punto di riferimento per i vari organi di garanzia regionale.
Giani introduce il tema della riflessione sulla Difesa civica muovendo dalla situazione in Toscana, dove l’iter per una unificazione delle figure dei garanti (infanzia e detenuti) ha già fatto i conti, come in altre Regioni, con gli interventi di profilo nazionale, mentre comunque si registra “una situazione di incertezza anche normativa sulla specificità di queste figure”.
“Ci troviamo a un bivio – afferma il presidente –; c’è la questione della delimitazione delle funzioni di tutela delle figure di Difensore civico, Garante dell’infanzia, garante dei detenuti”. C’è la necessità di far fare un salto qualità alla figura del Difensore civico, “perché possa aggiungere alle attuali funzioni di intervento e sollecitazione anche funzioni effettive di mediazione e conciliazione”. E c’è “l’esigenza di coordinarci tra Consigli regionali”, perché non vi siano differenze, in materia così importante come i diritti dei cittadini, tra una regione e l’altra. 
Serve anche una legge nazionale che dia sostanza alle funzioni attribuite. Giani richiama l’esempio del Corecom, per la conciliazione tra operatori della telefonia e utenti: “In Toscana quest’anno ha risolto 7mila pratiche”. La figura del Difensore civico, invece, da marzo 2017 è stata investita di nuovi poteri di garanzia in materia di sanità, con legge dello Stato (la 24 del 2017, la cosiddetta Legge Gelli) ma senza risorse umane, strumentali e finanziarie aggiuntive, precisa il presidente. (cem/Cam)
 

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