Fibromialgia: riconoscere percorso terapeutico assistenziale toscano, risoluzione unanime
La commissione Sanità, con voto unanime, porta l’atto di indirizzo al definitivo esame dell’Aula: “Condividere il Pdta presentato dall’Organismo regionale di governo clinico tra le aziende sanitarie, organizzare formazione e aggiornamento, promuovere approfondimenti scientifici, sperimentazione e ricerca”
5 febbraio 2019
Fibromialgia: la Toscana può essere la prima regione a fornire risposte concrete a chi soffre di questa patologia, completare e perfezionare la presa in carico del percorso diagnostico-terapeutico assistenziale. La commissione Sanità, presieduta da
Stefano Scaramelli (Pd), porta all’approvazione del Consiglio regionale una risoluzione a sostegno della recente definizione del percorso assistenziale per le procedure diagnostico-terapeutiche presentata dall’Organismo toscano di governo clinico. La risoluzione, votata all’unanimità in commissione, impegna la Giunta regionale ad attivarsi con le direzioni delle Asl “per la condivisione e diffusione del Pdta (il percorso diagnostico-terapeutico assistenziale,
ndr) assunto dal comitato tecnico scientifico dell’Organismo di governo clinico”; a prevedere e organizzare “la formazione e l’aggiornamento specifico per tutti gli attori coinvolti nel percorso assistenziale”; a sollecitare e sensibilizzare “coinvolgendo le Università e il Ministero della salute, appropriati approfondimenti scientifici e promuovendo la sperimentazione e la ricerca scientifica nell’ambito della sindrome fibromialgica”; a promuovere lo sviluppo tra le Asl “di una rete regionale sulla sindrome fibromialogica per l’attivazione delle strategie e la gestione dell’intero percorso assistenziale definito dal Pdta”.
La commissione “condivide e fa proprio il documento del Pdta approvato dall’Organismo di governo clinico”, che definisce le caratteristiche sintomatologiche, le procedure diagnostiche e terapeutiche, i diversi trattamenti farmacologici e il percorso assistenziale; ne richiede “l’ampia diffusione”, per rendere possibile procedere in modo omegeneo “all’accertamento della sindrome fibromialogica nelle sue forme ‘primaria’ e ‘secondaria’ e la presa in carico delle persone che ne sono affette”.
Si tratta, come ha spiegato lo stesso presidente Scaramelli, di un impulso che la commissione intende imprimere per accelerare la definitiva presa in carico del percorso assistenziale e delle procedure terapeutiche per chi soffre di fibromialgia.
Nella seduta del 24 gennaio,
il coordinatore dell’Organismo toscano per il governo clinico, Mario Cecchi, aveva presentato il documento sul percorso assistenziale che la commissione ha posto alla base di questa risoluzione.
La fibromialgia non è ancora riconosciuta come malattia cronica, se ne discute a livello nazionale e internazionale. È causata da dolore muscolo-scheletrico cronico diffuso, colpisce prevalentemente le donne soprattutto nell’età lavorativa, la diagnosi è al momento esclusivamente clinica.
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a cura dell’Ufficio Stampa, 5 febbraio 2019)
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