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Le riforme di Pietro Leopoldo e la Toscana moderna: iniziativa economica, delle comunità, dell’organizzazione corporativa, dei diritti umani

Quest’anno ricorre la quindicesima edizione della Festa della Toscana. Le iniziative che il Consiglio regionale promuove sul territorio sono finalizzate a sottolineare l’alto valore di questa ricorrenza, non solo come evocazione di un avvenimento storico coincidente con l’abolizione della pena di morte nel 1786 ad opera del Granduca Leopoldo di Toscana, ma anche come rappresentazione e riflessione sui diritti dell’uomo e della pace.
Nel 2015 la Festa della Toscana è dedicata a “Le riforme di Pietro Leopoldo e la Toscana moderna: iniziativa economica (liberalizzazioni); delle comunità (enti locali e loro identità); dell’organizzazione corporativa (scioglimento delle corporazioni e costituzione delle camere di commercio); dei diritti umani (abrogazione della pena di morte e della tortura)”.
La stagione di Pietro Leopoldo ha rappresentato infatti un momento storico di grandi riforme, un balzo in avanti per i diritti civili, con l’abrogazione della pena di morte e della tortura, ma anche un periodo che ha lasciato il segno indelebile nell’organizzazione dei comuni contribuendo a fare crescere l’identità e l’autonomia degli enti locali, tratto distintivo della Toscana.
Oggi si auspicano le grandi riforme e la Toscana rappresenta il territorio che storicamente ha dato la spinta più forte in questa direzione e quindi un esempio attuale da seguire.
Voglio anche aggiungere che la memoria del Granduca di Toscana ci deve servire a non dimenticare quale straordinaria vittoria civile sia stata l’abolizione della pena di morte, una forma di giustizia arroccata su radici barbare e medioevali la cui abolizione ha significato l’ingresso nell’era moderna. La memoria non ha una data di scadenza, al contrario lancia un messaggio sempre attuale sul quale si fondano le solide radici della libertà.

Eugenio Giani
Presidente del Consiglio regionale della Toscana