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Dall'abolizione della pena di morte alla lotta ai linguaggi d'odio: la Toscana terra di diritti



Il 30 novembre 1786, per decisione dell’allora Granduca Pietro Leopoldo, la Toscana fu il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte e la tortura. Fu, per l’epoca, una scelta innovativa e rivoluzionaria e il Consiglio Regionale ha deciso di ricordarla ogni anno celebrando in quella data la Festa della Toscana. Un modo per ricordare a tutti che, da 235 anni, la Toscana ha scelto da che parte stare: quella dei diritti, della libertà, dell’accoglienza e del rispetto dell’essere umano.

La Festa della Toscana, però, non vuole essere solo una celebrazione del ricordo di ciò che è stato, ma anche un’occasione per rinnovare il nostro impegno su questi temi attualizzandoli al tempo che viviamo. E’ per questo motivo che, quest’anno, abbiamo deciso di rinnovare questo patto di civiltà umana scegliendo come tema il contrasto ai linguaggi d’odio ed abbiamo invitato tutti i sindaci della Toscana a partecipare alla seduta solenne: vorrei che questo 30 novembre si levasse forte, dal nostro Palazzo, un messaggio di speranza e di unità con l’impegno, prima di tutto delle Istituzioni, a dare il buon esempio anche in termini di correttezza del linguaggio e di promozione della comunicazione non ostile. Non un punto d’arrivo, dunque, ma l’inizio di un percorso che vorremmo poi portare avanti con una grande campagna di sensibilizzazione destinata soprattutto ai giovani della nostra regione: ciò che ci prefiggiamo con questa Festa, insomma, è gettare dei semi affinché possano poi germogliare ed essere patrimonio di chi domani guiderà il nostro Paese.

Infine, ma non meno importante, torneremo ad illuminare le nostre città coi colori della nostra bandiera: il bianco a rappresentare la luce e il rosso che simboleggia la resistenza in una sintesi perfetta del periodo che stiamo vivendo. Abbiamo resistito per un anno e mezzo e ora, grazie ai vaccini, vediamo finalmente la luce in fondo al tunnel della pandemia. Lo scorso anno, nel pieno della seconda ondata, fu un segno simbolico di condivisione e speranza per squarciare il buio di quel periodo, stavolta sarà un grande messaggio di ripartenza per tutte e tutti noi.

Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale della Toscana

#FestaDellaToscana

Contenuto aggiornato al 14 febbraio 2022