COMUNICATO STAMPA n. 0812
Ambiente: PM10, nuove limitazioni per camini e impianti a biomasse
La commissione guidata dalla presidente Lucia De Robertis (Pd) licenzia la proposta di legge a maggioranza. Astenuti Lega e Fratelli d’Italia. Intervento necessario per ottemperare alla sentenza della Corte di giustizia europea del 10 novembre scorso. Le disposizioni riguarderanno le zone che rientrano nelle procedure di infrazione
di Federica Cioni, 21 luglio 2021
Camini e impianti a biomasse, o comunque generatori di calore con una classe emissiva inferiore a 3 stelle, saranno oggetto di nuove e più stringenti limitazioni. Le previsioni di controllarne l’utilizzo sono contenute in una proposta di legge licenziata a maggioranza nella commissione Ambiente del Consiglio regionale, guidata da
Lucia De Robertis (Pd), con l’astensione dei gruppi Lega e Fratelli d’Italia.
L’intervento normativo è necessario vista la sentenza della Corte di giustizia europea del 10 novembre scorso che impone regole e utilizzi molto più stringenti.
La proposta, che passa ora all’esame dell’Aula, prevede nei Comuni in cui non è rispettato il valore limite delle concentrazioni relativo al materiale particolato (PM10), l’istituzione di limitazioni per l’utilizzo di generatori di calore alimentati a biomasse, con una classe di prestazione emissiva inferiore a “3 stelle” ai sensi del decreto ministeriale 186/2017 (Regolamento recante la disciplina dei requisiti, delle procedure e delle competenze per il rilascio di una certificazione dei generatori di calore alimentati a biomasse combustibile solide). Le limitazioni dovranno essere recepite nei PAC (Piano di attuazione comunale) dei Comuni interessati ed attuate nei termini e con le modalità che saranno stabilite con delibera di Giunta. I limiti saranno comunque accompagnati da misure di incentivazione per la sostituzione degli impianti di riscaldamento civile a biomassa con impianti alternativi a basse emissioni, già previste dall’Accordo di programma stipulato con il Ministero della Transizione ecologica e istituite con legge regionale (97/2020).
In sede di illustrazione i commissari hanno posto il problema, non banale, di situazioni in cui la fonte di calore esclusiva non rispetti i valori limite di concentrazioni delle PM10. Per queste, è stato spiegato, le ordinanze di limitazione eventualmente emanate dal sindaco non potranno avere effetto. Non c’è obbligo normativo che imponga di dotarsi di una fonte di calore alternativa e complementare a quella più inquinante.
La Toscana, è stato ricordato dalla presidente De Robertis, è già intervenuta sull’efficientamento nel dicembre 2020 con un collegato alla legge di stabilità e mettendo a disposizione, nel triennio 2021/2023, circa 6milioni a supporto di privati e Comuni. “Licenziando la proposta autorizziamo la Giunta a predisporre un Piano di interventi straordinari, ma il pacchetto efficientamento tornerà in commissione dove il nostro parere è vincolante per legge” ha chiarito la presidente.
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