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Paradiso, dalle tenebre alla luce


24 novembre - ore 21, Teatro Moderno, via Tripoli 33, Grosseto
Spettacolo con Simone Cristicchi e l'Orchestra Sinfonica Città di Grosseto

Programma

25 novembre - ore 21, Teatro Verdi, via Palestro 40, Pisa
Spettacolo con Simone Cristicchi e OIDA - Orchestra Instabile di Arezzo

Programma


scritto da Simone Cristicchi in collaborazione con Manfredi Rutelli
musiche di Valter Sivilotti, Simone Cristicchi

canzoni di Simone Cristicchi
videoproiezioni Andrea Cocchi
disegno luci Rossano Siragusano
aiuto regia Ariele Vincenti
regia di Simone Cristicchi
produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale, Accademia Perduta Romagna Teatri, Arca Azzurra, Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato



Lo spettacolo
In ogni uomo abita una nostalgia dell’infinito, un senso di separazione, un desiderio di completezza che lo spinge a cercare un senso alla propria esistenza.
Il compito dell’essere umano è dare alla luce se stesso, cercando dentro all’Inferno - che molto spesso è da lui edificato - barlumi di Paradiso: nel respiro leggero della poesia, nella magnificenza dell’arte, nelle scoperte della scienza, nel sapientissimo libro della Natura.
A partire dalla cantica dantesca, Simone Cristicchi scrive e interpreta Paradiso. Dalle tenebre alla luce, opera teatrale per voce e orchestra sinfonica, racconto di un viaggio interiore dall’oscurità alla luce, attraverso le voci potenti dei mistici di ogni tempo, i cui insegnamenti, come fiume sotterraneo, attraversano i secoli per arrivare con l’attualità del loro messaggio, fino a noi.
La tensione verso il Paradiso è metafora dell’evoluzione umana, slancio vitale verso vette più alte, spesso inaccessibili: elevazione ed evoluzione.
Il viaggio di Dante dall’Inferno al Paradiso è un cammino iniziatico, dove la poesia diventa strumento di trasformazione da materia a puro spirito, e l’incontro con l’immagine di Dio è rivelazione di un messaggio universale, che attraversa il tempo e lo vince.
 
 
Note di regia
“La nostra vita è un grande mistero, che un giorno ci sarà rivelato.”
Questo sembra dirci Dante Alighieri, con la forza immutata delle sue parole, ancora oggi a distanza di settecento anni.
In questo mistero mi sono calato, cercando di raccontare - tra monolghi e canzoni - l’inconsueto e rendere testimonianza di ciò che di “misterioso” è accaduto nella mia vita.
La parola - nella sua nudità e potenza - è al centro dell’intero spettacolo, e affronta tutte le declinazioni possibili: parola recitata, parola narrata, parola cantata.
Con il coautore Manfredi Rutelli, ho cercato di sviscerare il concetto di “paradiso” in tutte sue sfaccettature: dalla ricerca millenaria dell’Eden perduto - il mito universale più diffuso in tutte le culture del mondo - fino all’insuperato capolavoro dell’intera Commedia: il trentetreesimo canto, dal quale ho musicato i primi versi - l’Inno alla Vergine Madre.
L’ epicità dell’orchestra Oida - le cui partiture e la direzione è del collaboratore storico Valter Sivilotti - diventa la calda placenta dove nuota la voce.
Due colonne doriche incorniciano le suggestive e mai didascaliche proiezioni di Andrea Cocchi.
Il disegno luci è affidato alla visionarietà delicata di Rossano Siragusano.

La situazione che stiamo vivendo, ha mandato in frantumi tutte le certezze che avevamo, e ci troviamo in una dimensione paragonabile all'attraversata del deserto.
Perché sappiamo che tutto ciò che è rimasto dietro non ha più validità, e quindi ci muoviamo in una dimensione sconosciuta.
In questa selva oscura io credo che alla fine riprenderà il sopravvento
quello che è già codificato in noi, quella unione fra noi e il Tutto.
Perché è proprio quando tutto sembra perduto, quando le certezze crollano, che è possibile ritrovare la coordinata di origine.
E comprendere che il vero “peccato mortale”
è l’ incapacità di vivere in sintonia con l’universo.
“Paradiso” non è uno spettacolo su Dante e il suo affascinante iter nel terzo regno ultraterreno della sua Commedia.
Non c’è l’ imponente archittettura, nè gli incontri con i suoi personaggi.
Eppure, proprio grazie ai versi memorabili e alle universali intuizioni del sommo poeta, il mio “Paradiso” diventa un viaggio iniziatico nella parte più sottile e profonda dell’essere, un tentativo di riconnessione con la parte più autentica che ci abita, quella scintilla divina che ci permetta di trasumar.


L’accesso allo spettacolo è gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili, previa prenotazione obbligatoria all’indirizzo:
Spettacolo Grosseto
mundula.federica@sistemagrosseto.com
tel. 0564 22429 - 338 2224624

Spettacolo Pisa
www.eventbrite.it/e/204394358027 
infoline 050.941.111

 
Necessario esibire la certificazione verde Covid 19 definita “Green pass”, come stabilito dalle disposizioni vigenti al fine del contenimento della diffusione del contagio da Covid-19

In occasione dello spettacolo sarà effettuata una libera raccolta fondi che andrà a sostenere le attività della Fondazione dell’ospedale pediatrico Meyer