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COMUNICATO STAMPA  n. 0692

 
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Forteto: nuove audizioni, sentiti Marco Aiazzi e Federico Gelli

La commissione d'inchiesta è ormai nella fase conclusiva. Il direttore generale della cooperativa: "Il Forteto si è autocommissariato, ecco a che punto è la riorganizzazione". Dal parlamentare disponibilità a collaborare per un impegno a livello nazionale

 

2 maggio 2016

 

Firenze – Supplemento di audizioniper la commissione regionale d’inchiesta sulle responsabilità politiche e istituzionali nelle drammatiche vicende della comunità del Forteto. La commissione, presieduta da Paolo Bambagioni (Pd), ormai vicina alla conclusione dei lavori, prevista per la fine di maggio (la relazione dovrebbe essere presentata in Consiglio regionale all’inizio del mese di giugno), ha sentito questo pomeriggio il direttore generale della cooperativa del Forteto, Marco Aiazzi, manager nominato con il compito di ridisegnare, nell’arco di un anno, l’assetto e l’organizzazione del lavoro in azienda, e l’onorevole Federico Gelli. Alla seduta hanno preso parte tutti i componenti della commissione: con il presidente, i vicepresidenti Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) e Andrea Quartini (Movimento 5 stelle), i consiglieri Jacopo Alberti (Lega Nord), Stefano Mugnai (Forza Italia) e Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra).
Aiazzi, già sentito in occasione della visita della commissione al Forteto, lo scorso 8 febbraio, ha aggiornato i commissari sugli sviluppi del suo incarico successivi a quell’incontro, principalmente sui punti più delicati: la revisione dell’organigramma, la sostituzione dei vecchi dirigenti nei posti di comando, la soluzione delle situazioni nelle quali le vittime continuano a lavorare al Forteto si trovano sottoposti, nella gerarchia, a soggetti condannati nel processo di primo grado. Aiazzi ha informato la commissione che ha presentato “un progetto di riorganizzazione dell’azienda, con un nuovo organigramma, secondo una ipotesi organizzativa opposta a quella attuata finora”. Nel documento sottoposto al nuovo Consiglio di amministrazione, è stata presentata una mutata gerarchia, “che premiasse il merito”. Non a caso, spiega Aiazzi, il nuovo CdA rinnovato di recente, con l’uscita di due consiglieri ancora legati alla vecchia gestione, “è stato votato all’unanimità”. Nella nuova gerarchia, “sono inseriti alcuni che fanno parte delle vittime, fino a poco tempo fa chiamati opponenti. I criteri di nomina sono sulla base delle conoscenze specifiche e del merito”.
A precise domande, Aiazzi ha risposto che Goffredi “lavora in agricoltura” e che per lui, “come per altri vicini alla pensione o già in pensione” è stato predisposto un piano di “riduzione dell’attività lavorativa”. Che Pezzati “ha ancora il proprio ufficio nella stessa stanza, ma ora la presidenza è a quattro chilometri di distanza da quei locali”.
I contratti di affitto per le persone della comunità che vivono in appartamenti della cooperativa “sono stati sottoscritti in aprile”. Sull’andamento azienda, ha spiegato Aiazzi in risposta alle domande dei commissari, “il bilancio ha chiuso con una perdita di 250mila euro, alla quale bisogna sommare un milione e 500mila euro di provvisionali. La resistenza del marchio è messa a dura prova, ma il marchio è il valore di questa azienda, non si venderebbe neppure un pezzo di formaggio con un marchio nuovo”. La società, tuttavia, “è ben strutturata, ha un capitale superiore ai 15milioni” e il fatturato dimostra “che c’è comunque attenzione al prodotto. L’azienda fa un buon prodotto e ha potenzialità inespresse importantissime. Può farcela”. In questo quadro, “il Forteto ha due obblighi: pagare gli stipendi ai circa cento dipendenti e far fronte alle richieste che il tribunale ha stabilito per risarcire le persone offese”. I dipendenti, ha proseguito Aiazzi, “saranno meno dei cento attuali, perché, c’è una ristrutturazione da fare”. Aiazzi farà pervenire alla commissione il progetto approvato dall’assemblea, nel quale sono delineate le prospettive di riorganizzazione, e i contratti di affitto recentemente sottoscritti con i membri della comunità. In chiusura, è tornato sulla convivenza, sul posto di lavoro, tra vittime e condannati: “Non posso assicurare che persone che hanno responsabilità logistiche non abbiano rapporti con altre che invece sono tra le vittime di quella vicenda. Ma il Forteto si è autocommissariato, nominando un nuovo presidente e me, e l’azienda sta facendo delle cose. Se vogliamo fargliele fare dobbiamo anche sopportare certe situazioni. Vorrei – ha concluso – che fossero le vittime, con le quali ho un rapporto molto confidenziale, a dirmi che subiscono delle pressioni indebite da parte di altri che invece sono stati condannati”.
Federico Gelli, è stato sentito per i suoi trascorsi istituzionali in Regione e in qualità di presidente del Cesvot dal novembre 2013 ad oggi: vicepresidente della Regione dal 2005 al 2010 e prima ancora consigliere regionale a partire dal 2000, Gelli ha ricordato il suo unico incontro al Forteto, risalente al 2000 e ha confermato che, anche in qualità di presidente del Cesvot nel corso della sua conduzione non siano state fatte pubblicazioni sul Forteto. Su sollecitazione di Stefano Mugnai, in merito alla possibilità di apertura di una commissione d’inchiesta parlamentare e alla richiesta di commissariamento della cooperativa, Gelli, come già Vannino Chiti, ha dato “la disponibilità ad affrontare la questione, prendendo spunto dal lavoro delle due commissioni del Consiglio toscano”, con l’ipotesi di “allargare l’oggetto dell’inchiesta ai tanti fenomeni legati alla gestione dei minori in Italia”. Chiti aveva ipotizzato “una collaborazione positiva tra Parlamento e Regione Toscana” in merito alla possibilità di intervenire, anche con il commissariamento, per far sì che per il Forteto “ci sia un futuro e non si cancelli quella realtà produttiva”. Gelli ipotizza un collegamento con i parlamentari toscani, che potrebbe partire dal “patrimonio di informazioni e di cultura costituito dal lavoro delle commissioni consiliari”. (s.bar)

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