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COMUNICATO STAMPA n. 0368
Incidenti sul lavoro: un film per raccontare che cosa succede dopo
“Dopo la battaglia” di Tommaso Santi è stato proiettato durante un convegno in palazzo Bastogi. Paolo Marini: “Dovrebbe essere fatto vedere in tutte le scuole”. Vanessa Boretti: “Non abbassare la guardia”
20 marzo 2015
Firenze – Un film che offre un punto di vista diverso sugli incidenti sul lavoro, raccontando soprattutto il dopo, ciò che succede nelle vite delle vittime, o nelle vite delle loro famiglie, in seguito all’infortunio. Si tratta di “Dopo la battaglia”, pellicola del regista Tommaso Santi, realizzata grazie a Regione Toscana e Cgil Toscana.
Il documentario è stato proiettato questa mattina durante un convegno che si è tenuto a palazzo Bastogi, e durante il quale sono intervenuti il consigliere Paolo Marini, presidente della commissione Emergenza occupazionale, Monica Pagni, segretaria regionale Cgil Toscana, il regista Tommaso Santi, la consigliera regionale Vanessa Boretti, segretaria della commissione Emergenza occupazionale, Mario Papani, direzione regionale Inail Toscana e Benedetta Ricci, psicoterapeuta.
Raccontando attraverso quattro diverse testimonianze la rilevanza del trauma subito, non solo dal punto di vista fisico, ma anche dal punto di vista psicologico, mostrando quanto è duro, complicato, riprendere una vita
normale dopo aver subito un infortunio sul lavoro, il film riporta l’attenzione sul problema del numero degli incidenti sul lavoro, che in Italia sono i numeri di una guerra che spesso si preferisce ignorare.
“Combattere il problema degli incidenti sul lavoro è soprattutto una questione culturale – ha detto Paolo Marini –. Per questo vorrei che Regione e Cgil, dopo essersi impegnati per realizzare questa pellicola, si impegnassero per farla proiettare in tutte le scuole toscane. Sarebbe il miglior servizio possibile per far capire ai ragazzi l’importanza della sicurezza sul luogo di lavoro”. “I numeri degli incidenti sul lavoro anche in Toscana sono drammatici – ha spiegato la consigliera Vanessa Boretti – e non bisogna assolutamente abbassare la guardia. Il fatto che i casi siano ultimamente un po’ diminuiti è dovuto solo alla crisi, che ha fatto perdere posti di lavoro e di conseguenza fatto abbassare in percentuale i rischi di infortuni. Combattere il fenomeno è una battaglia di civiltà, che si deve accompagnare alla battaglia per la tutela della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici. Battaglie che in Italia si è ben lontano dall’aver vinto”. (cem)
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