COMUNICATO STAMPA n. 0242
Sanità: riforma, il dibattito in aula (2)
Gli interventi di Magnolfi (Ncd), Remaschi (Pd), Staccioli (FdI), Del Carlo (Udc) e Ciucchi (Misto)
3 marzo 2015
Firenze – Il dibattito si è avviato alla conclusione con l’intervento di Alberto Magnolfi, capogruppo Ncd, il quale ha affermato che “non si può essere né soddisfatti né tranquillizzati dalla comunicazione di Marroni”. Secondo il consigliere “come l’assessore anche il presidente Rossi ha messo troppa enfasi nella descrizione di una realtà che, invece, è ben diversa dalla realtà”, anche perché, a suo parere, “in Toscana ci si trascina da anni una problematica assai complessa”. Una delle accuse mosse è di fare propaganda e di non risolvere alla radice la questione degli sprechi e delle spese. Il futuro, secondo Magnolfi, “va realmente programmato adesso”. Marco Remaschi, Pd, presidente della commissione Sanità, si è invece detto “favorevolmente colpito dall’approccio e dallo spirito del presidente Rossi” e dal lavoro della sua Giunta. Secondo Remaschi “è in atto un processo di riforma” improntato al “senso di responsabilità”. Ed è proprio questo senso di responsabilità, secondo l’esponente Pd, “l’elemento con cui si affronta la riforma del sistema sanitario regionale”. Per Remaschi, se l’area vasta viene individuata come area di riferimento, poi tutto deve essere di conseguenza ricondotto ed integrato ad essa”. Il vero risparmio, secondo Remaschi, sta nella omogeneizzazione dei servizi a livello di area vasta”, anche perché “non si può fare tutto da tutte le parti”. Deve esserci una “interlocuzione tra rete ospedaliera e territorio”. Questa, secondo Remaschi, è “la sfida importante che ci aspetta”. Marina Staccioli, FdI, ha fotografato una situazione del sistema sanitario “decisamente insufficiente e malgestita”. La Staccioli ha poi spostato il discorso sulla realtà della Versilia affermando che “il territorio paga il malfunzionamento della Società della salute”. Secondo la Staccioli, che ha criticato l’impostazione generale, occorre “razionalizzare e tagliare ma non i servizi con i medici e gli infermieri bensì gli sprechi immobiliari ed i troppi raccomandati”. Giuseppe Del Carlo, Udc, ha affermato che “nell’intervento di Rossi ci sono delle provocazioni” perché, a suo dire, il presidente descrive uno scenario diverso dalla realtà dei fatti. Del Carlo ha chiesto di salvaguardare la medicina tradizionale. Inoltre, nel sottolineare che “il sistema deve essere pubblico”, ha comunque ricordato che “molto spesso i servizi del pubblico, tramite convenzione, sono garantiti da strutture private” e questo è un aspetto su cui riflettere. Pieraldo Ciucchi, gruppo Misto, ha concluso il dibattito affermando, in apertura di intervento, di aver sempre apprezzato il lavoro di Rossi, prima come assessore alla Sanità e poi come presidente della Regione, ma ha anche osservato che il sistema sanitario toscano, ormai da diversi anni, presenta situazioni da azzerare e risanare perché “anziché ricondursi a una coerenza, nel tempo, il sistema ha finito con il risentire di troppe spinte di natura politica”. (mc) - segue
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