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COMUNICATO STAMPA  n. 0040

 
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Affidamento minori: il dibattito in Consiglio (2)

Gli interventi dei consiglieri Marco Manneschi, Gian Luca Lazzeri, Giuseppe Del Carlo, Nicola Nascosti, Paolo Ammirati, Marco Carraresi, Vittorio Bugli, Pieraldo Ciucchi, Marina Staccioli, Marta Gazzarri

 

16 gennaio 2013

 


Firenze –Fermarsi sugli aspetti che più attengono alle istituzioni. Questo il pensiero di Marco Manneschi nel corso del lungo dibattito sul caso Forteto e affidamento dei minori in Toscana. Un caso che non deve più ripetersi e sul quale occorre, secondo il consigliere, rafforzare controlli e rapporti istituzionali.
Una posizione in qualche modo sposata anche da Gian Luca Lazzeri, soprattutto in tema di controlli sui quali, a detta del consigliere, occorre individuare modi nuovi ma, soprattutto, invertire il sistema per ascoltare le persone. La deriva politica, secondo Lazzeri, uccide il dubbio.
Per Giuseppe Del Carlo, non è abbastanza affidarsi solo alla magistratura. In tema di affido occorre procedere a modifiche legislative anche seguendo i suggerimenti tracciati dalla commissione. Oltre a questo, servono norme severe sui controlli e sulle responsabilità.
Nicola Nascostiha invece sottolineato la necessità di un atto di responsabilità, a prescindere dalla politica, perché vicende come quelle accadute alla comunità del Forteto, non succedano mai più.
Ha raccolto l’indicazione del presidente della commissione d’inchiesta perché il Consiglio regionale si costituisca parte civile, il consigliere Paolo Ammirati, dicendosi emozionato e indignato per i fatti accaduti e ripercorsi nella lunga relazione presentata all’Aula.  
Secondo Alberto Magnolfi c’è stata una evidente eclissi istituzionale e un diffuso torpore nella coscienza civile. Si è inoltre detto dispiaciuto dell’assenza in Aula dell’assessore regionale di riferimento.
Se all’istituzione non compete, secondo il consigliere Marco Carraresi, il dovere della giustizia, certamente compete quello di rimediare. Da qui la sottolineatura per la salvaguardia dell’istituto dell’affido, la necessità che l’ente Regione attivi forme di controllo stringenti, senza dimenticare le centinaia di posti di lavoro a rischio e che occorre salvare.
Secondo Vittorio Bugli è necessario andare avanti con la stessa onestà con cui è stato affrontato il caso. La Regione deve, cioè, valutare in modo approfondito la complessiva realtà degli affidi, mettendosi a disposizione dei Comuni e anche dei tribunali, e valutare se modificare la stessa legge nazionale.
Pieraldo Ciucchiha ricordato la sua interrogazione presentata dodici anni fa, che, se fosse sfociata allora in una commissione d’inchiesta, avrebbe potuto risparmiare sofferenze inutili. A suo parere la Regione dovrebbe farsi carico delle spese legali dell’associazione Vittime del Forteto e trasmettere alla Procura della Repubblica la relazione finale.
Come è potuto accadere e durare tanto a lungo? Le istituzioni dov’erano? Come mai chi doveva controllare non ha controllato e permesso lo sfruttamento dei ragazzi? E la Regione, nonostante i finanziamenti, perchè non ha vigilato? Sono i tanti dubbi manifestati da Marina Staccioli, come mamma e come politico, preoccupata che altri casi simili possano accadere ancora in Toscana.
Secondo Marta Gazzarri il lavoro non deve finire e deve essere chiarito fino in fondo che cosa non funziona nelle case-famiglia, anche alla luce degli altri episodi che stanno interessando la nostra regione.
La mozione del consigliere Giovanni Donzelli sul possibile commissariamento della cooperativa Il Forteto sarà discussa in una delle prossime sedute della commissione competente. (f.cio/dp

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