Per migliorare l’esperienza di navigazione delle pagine e la fruizione dei servizi online, questo sito utilizza cookie tecnici e analitici.
Questo sito permette inoltre l’utilizzo di cookie di terze parti per funzionalità quali la condivisione e la visualizzazione sui social media.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando su collegamenti nella pagina acconsenti all’uso di questi cookie.
Per informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli, leggi la Cookie policy dei siti del Consiglio regionale della Toscana.
» » Comunicati » Comunicato Indietro

COMUNICATO STAMPA  n. 0386

 
dal   
  al     
 

Asl di Massa: il dibattito (2)

Gli interventi di Paolo Marini (FdS-Verdi), Maria Luisa Chincarini (Idv), Marco Remaschi (Pd), Paolo Bambagioni (Pd)

 

12 aprile 2011

 

Firenze – “Il presidente Rossi ha avuto un comportamento ineccepibile” ha dichiarato Paolo Marini (FdS-Verdi), preoccupato che la vicenda possa penalizzare i cittadini di una zona difficile anche da un punto di vista socio-economico, che registra un’elevata spesa farmaceutica ed un alto tasso di malattie tumorali e cardiovascolari, all’origine di una consistente ospedalizzazione, causata da una rete di servizi territoriali non così capillare. “E stata una vicenda di enorme gravità, che ha meravigliato tutti – ha concluso Marini – Occorre trovare soluzioni: non tanto più controlli, quanto controlli più efficaci, anche sul piano della professionalità”. “Non siamo né pazzi, né moralizzatori, ma solo gente che lavora” ha affermato Maria Luisa Chincarini (Idv), esprimendo la soddisfazione del proprio gruppo per le conclusioni comuni raggiunte nella relazione di maggioranza. A suo parere occorre intervenire sul sistema dei controlli, “con un sistema più semplice, senza gli incarichi esterni, che hanno mostrato tutti i loro limiti, visto che l’errore è stato individuato da un giovane dipendente della Regione Toscana”. A suo parere, a fronte di una diffusa eccellenza medica, c’è una “casta di burocrati un po’ troppo invadenti” e troppo attenti ad “attenersi alle norme vigenti”. Secondo Paolo Enrico Ammirati (PdL) il presidente Rossi avrebbe dovuto presentarsi in commissione di inchiesta e spiegare come mai non è mai stata trasmessa all’aula la diffida della Corte dei conti, che avrebbe permesso di attivare i dovuti controlli. “E’ uno scandalo che non si può limitare alla sola Asl di Massa – ha detto – E’ crollato un intero sistema. Sui controlli la relazione di maggioranza contiene quanto di più mortificante può essere scritto”. A parere di Ammirati, occorre recidere “il cordone ombelicale che lega la gestione della sanità alla politica”. “E’ presto per tranciare giudizi e trarre conclusioni definitive su una vicenda che ci ha preoccupato e fatti star male” ha dichiarato Marco Remaschi (Pd). A suo parere c’è stata “una sottovalutazione, forse superficialità”, ma non siamo di fronte ad una “gestione medievale” della sanità, che invece ha saputo compiere “scelte appropriate, come testimoniano i cittadini”. Remaschi ha infine sottolineato la necessità di rivedere non solo il sistema dei controlli, ma anche le modalità di erogazione dei servizi e l’innovazione tecnologica. “E’ un fatto grave, e senz’altro esecrabile, perché non c’è stato un controllo adeguato sulla spesa,– ha rilevato Paolo Bambagioni (Pd) - ma quella spesa è servita soprattutto ad erogare servizi in una zona particolarmente difficile rispetto ai parametri standard”. Bambagioni ha osservato che sulla ricostruzione dei fatti c’è accordo, mentre divergono le valutazioni politiche, perché il Popolo della Libertà vuol portare un attacco al sistema toscano. “E’ un modello che ha retto ed ha mostrato di avere i necessari anticorpi – ha concluso – Il problema è valutare se, con una popolazione che invecchia e con risorse che diminuiscono, tale modello possa reggere nel futuro”. (dp)

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana