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COMUNICATO STAMPA  n. 0875

 
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Esprit-Salvadori, ci sarà la commissione di inchiesta

Sarà istituita la commissione di inchiesta per fare chiarezza su “Esprit-Salvadori”. Gli interventi di Marco Manneschi (Idv), Alberto Magnolfi (Pdl), Giuseppe Del Carlo (Udc), Antonio Gambetta Vianna (Lega Nord), l’assessore Gianfranco Simoncini

 

15 settembre 2010

 

Firenze – Ci sarà la commissione di inchiesta sul caso Esprit, richiesta in aula dal capogruppo Pdl Alberto Magnolfi e appoggiata anche dalla Lega Nord. “Condivido e apprezzo la relazione dell’assessore Simoncini e l’intervento del presidente Rossi. Abbiamo esaminato gli atti e le pratiche hanno il profilo di legittimità. Fermo restando il diritto inalienabile di ogni consigliere di sottoporre, anche in forma polemica, al vaglio critico l’attività istituzionale, questo non significa spostare la polemica sul personale”. Con queste parole il consigliere Marco Manneschi (Idv) è intervenuto in aula sul caso Esprit-Salvadori. Manneschi ha ribadito la necessità di partire dalla legittimità degli atti “il nostro compito – ha detto – è verificare che l’azione pubblica sia efficace e segua criteri di imparzialità e trasparenza”. “Temevamo un eccesso di burocratismo e grigiore nell’atteggiamento della Giunta – ha detto Alberto Magnolfi, presidente Pdl – invece, riscontriamo aspetti di funambolismo: l’intervento di Rossi tendeva a costruire il monumento al sistema e cioè a questo sistema che è invece il vero obiettivo della nostra iniziativa; la comunicazione dell’assessore sembrava scritta per svolgere la difesa in un processo penale che non c’è e l’intervento di Bugli pare un processo agli interroganti, all’opposizione che chiede chiarimenti”. Il capogruppo ha evidenziato che “il vero obiettivo non è la persona dell’assessore né tanto meno i suoi rapporti familiari dei quali si è stati costretti a parlare perché si sono trovati troppo vicini agli atti amministrativi in questione”. Magnolfi ha ricordato che l’azione di governo deve essere “trasparente, imparziale, adeguata, rispettare non solo i diritti e gli interessi legittimi di tutti i cittadini ma anche le aspettative e in questo caso non lo ha fatto”. Magnolfi ha ribadito che non c’è stata una risposta da parte della Giunta: “La Toscana idilliaca non esiste perché voi l’avete vista a senso unico e nella vostra direzione – ha aggiunto -. Il sottoscritto potrebbe portare testimonianze molto dure e anche personali per dimostrare che quella Toscana così virtuosa nei rapporti politici, nel rispetto delle persone e degli avversari non è esistita quando l’ex Pci aveva la necessità di sottrarsi al Muro di Berlino che gli cadeva addosso e di sbarazzarsi di certi partiti che gli ingombravano la strada”. “Non abbiamo colpi letali da sferrare a sorpresa, ma dobbiamo parlare del fatto che questo sistema piace solo a chi c’è dentro. Il caso Salvadori è solo lo spunto per affrontare un problema più ampio, per questo chiediamo la commissione di inchiesta, per svolgere ogni opportuno accertamento e riferire al Consiglio la situazione riscontrata e possibili rimedi”. Giuseppe Del Carlo, presidente del gruppo Udc ha ribadito che non c’è la volontà di attacchi personali e che va sempre salvaguardata la dignità della persona ma “riteniamo – ha dichiarato - che in questa vicenda vada fatta chiarezza soprattutto per l’aspetto politico”. Il consigliere si è detto d’accordo sull’istituzione della commissione d’inchiesta per fare chiarezza. Non devono rimanere punti oscuri nel sistema di relazioni tra Giunta e mondo della cooperazione e del volontariato che spesso suscitano rapporti di carattere privilegiato”. Trasparenza è la parola chiave “fino in fondo sia nell’interesse della Giunta che della maggioranza. Bisogna dimostrare che c’è stata imparzialità”. Anche dal presidente di Lega Nord Toscana Antonio Gambetta Vianna il sostegno alla richiesta di una commissione di inchiesta “vera e che non colpisca le persone”. “La allargherei – ha detto - all’intero sistema di gestione della Toscana e mi meraviglio dei colleghi dell’Idv giustizialisti ma che adesso stanno zitti”. “Mi riconosco nelle considerazioni politiche del presidente Rossi – ha replicato l’assessore Simoncini – Nella mia relazione ho dato risposte alle domande sollevate nelle interrogazioni, ribadendo la correttezza degli atti”. “Esprit è un soggetto intermedio, c’è l’obbligo di agire con bandi, procedure e punteggi, è da escludere la discrezionalità nella gestione delle risorse”. Simoncini ha ribadito “non ci sono stati problemi di conflitto di competenze con l’assessore Salvadori” e ha ricordato che Esprit è stata anche premiata a livello europeo per alcune iniziative. “Ritengo – ha concluso l’assessore – che la scelta dell’incarico di ente attuatore e gestore dei fondi sociali a sovvenzione globale sia una delle migliori messe in campo”. (bb-red)

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