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COMUNICATO STAMPA  n. 0874

 
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Esprit-Salvadori, il dibattito

Gli interventi di Giovanni Donzelli (Pdl), Paolo Ammirati (Pdl), Vittorio Bugli (Pd)

 

15 settembre 2010

 

“Sono deluso. Speravo che la Giunta ci smentisse, prendesse delle decisioni conseguenti, e che si scusasse con i cittadini. Invece minimizza l’accaduto, riducendo tutto a piccoli cavilli giuridici. Attendevamo una spiegazione e abbiamo avuto solo una copertura politica”. Questo il giudizio di Giovanni Donzelli (Pdl) sulle parole dell’assessore Simoncini. Donzelli ha ricapitolato la vicenda: “Nel 2003, Salvadori che era a capo della Cisl è stato tra i soci fondatori di Esprit. Nel 2005 è diventato assessore alle politice sociali, ed Esprit si occupa di politiche sociali. Nel 2006 la Giunta regionale adotta una delibera (4.12.2006) con la quale finanzia Sovvenzione Globale, e l’assessore la vota. Nel 2008 si decide per una nuova Sovvenzione Globale: è stato fatto un regolare bando pubblico, è vero, ma è arrivato in agosto e ha partecipato solo un soggetto. Nel 2009 arriva la legge sull’accreditamento sociale; nel 2010 la Regione finanzia con 30.000 euro Esprit, per il progetto “Accreditamento sociale”: era necessario correggere alcune distonie della legge. Ad occuparsene, era stato il diregente responsabile della segreteria dell’assessore, che oggi lavora in Esprit”. “Potete dirci che non c’è nessuna anomalia, che tutto è trasparente e regolare, che Salvadori quando ha votato in Giunta non sapeva che l’atto riguardasse Esprit – ha continuato Donzelli - Ma non ci crediamo. Non siamo su Disney Channel, a queste favole i toscani non ci crederanno”. “Il problema è che c’è un sistema di potere – ha concluso – Oggi in Toscana Don Camillo e Peppone sono uniti nello stesso sistema di potere, e Salvadori è l’anello di congiunzione tra le cooperative bianche e le cooperative rosse. E’ per questo che il presidente della Giunta lo difende: se non lo facesse, il sistema crollerebbe”. “L’esposizione di Simoncini è tecnicamente ineccepibile, ma ci aspettavamo una risposta sui contenuti, non sulla forma”, ha aggiunto Paolo Ammirati (Pdl). “I controlli dell’Unione Europea, citati dall’assessore, evidentemente riguardano la legittimità formale, non la sostanza. L’assessore poi dice che Esprit non è il beneficiario ma il gestore dei fondi: quindi è il soggetto che decide a chi vanno i soldi, ecco la strettoia che opprime il mondo cooperativo. L’assessore parla di atti dirigenziali: ma è chiaro che un dirigente esegue la volontà politica della Giunta, ed è chiaro che la Giunta doveva sapere. Si dice che Viviana Viviani non è legale rappresentante di Esprit: ma è il direttore, e sono i direttori che decidono le strategie, non i legali rappresentanti. Si dice poi che la Giunta non era a conoscenza del fatto che l’ex responsabile della segreteria di Salvadori lavora per Esprit: ma ci prendete in giro? Ci aspettavamo una risposta sui contenuti – ha concluso Ammirati - e sui contenuti non ci avete dato uno straccio di risposta. Ma ne risponderete politicamente”. “La comunicazione della Giunta è stata puntuale ed è entrata nel merito – ha ribattuto Vittorio Bugli, capogruppo Pd - Ne esce un quadro chiaro e preciso. Tutto quello che abbiamo letto sui giornali appare come un polverone sollevato sul nulla. Io ricordavo una Toscana fatta di rispetto, dove il dibattito politico, pur nelle differenze, partiva da una stima reciproca. Mentre ora, d’improvviso, ecco un’aggressione quotidiana e personale fatta sui giornali, ecco insinuazioni, malizie, una vera e propria messa all’indice. Che cos’è successo? Come mai questo strappo? Un po’ di risposte – ha affermato – me le sono date da solo. Siamo di fronte a un partito, il Pdl, che si sta sgretolando; pensiamo agli avvisi di garanzia. Mi fa un po’ sorridere sentir dire in quest’Aula che noi dovremmo chiedere scusa ai cittadini. Se c’è qualcuno che deve chiedere scusa, sono altri. Forse, volete far credere che tutto funziona come voi volete farlo funzionare, forse è questo il gico che tentate. Ma risponderemo con la trasparenza, e vi invitiamo a fare altrettanto. Leggo che chiedete una commissione d’inchiesta: allora che ci sia un lavoro serio, e che si entri davvero nel merito”. (ab – segue)

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