Prima commissione
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Servizi pubblici: un quadro desolante
Anci Upi, Uncem e Unioncamere in commissione speciale. Il presidente Alessandro Antichi: “L’obbligo normativo su affidamenti e partecipazioni non è considerato obbligo cogente”
8 settembre 2010
Firenze – Un quadro “sconfortante” che tuttavia “legittima e chiarisce ogni dubbio” sulla necessità di aver istituito una commissione d’inchiesta sui servizi pubblici locali di rilevanza economica, è quello che emerge dalla seduta di oggi, mercoledì 8 settembre, che ha visto in audizione i rappresentati di Anci, Upi, Uncem e Unioncamere.
Il presidente Alessandro Antichi (PdL), a margine della seduta, si è detto quanto mai convinto della “importanza di questa commissione”. “Il panorama così come ci è stato raccontato – ha detto – è desolante. Gli obblighi normativi (art. 3 comma 29 della legge 244 del 24/12/2007 – Finanziaria Prodi; art. 23 bis comma 8 del Decreto legge 112 del 25/06/2008) che impongono scadenze precise non sono considerati obblighi cogenti”.
L’analisi di Antichi segue il dibattito iniziato da Anci: “L’impressione è che i Comuni non abbiano fatto altro che verificare la congruità delle loro partecipazioni. Le delibere emesse sono quindi solo di ricognizione”. Trattandosi di un tema sul quale “occorre lavorare con scrupolo, rileviamo quanto l’approccio sia stato di tipo minimalista”. L’Associazione nazionale si è detta “disponibile a lavorare con la Regione nella raccolta delle informazioni e nella costruzione di una banca dati da tenere in costante aggiornamento”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Upi che ha però chiarito come il problema “tocchi indirettamente l’Associazione. Il nostro ruolo sui servizi non è molto rilevante. Piuttosto siamo preoccupati sul versante della pianificazione. Ci limita fortemente non sapere l’assetto futuro delle diverse gestioni”.
Da Unioncamere la notizia, accolta positivamente dal presidente Antichi, che a livello nazionale si è provveduto a emanare una sorta di “documento guida” per la valutazione di coerenza rispetto alle partecipazioni. Lo stato dell’arte raccontato in commissione, vede una ricognizione ancora in essere che dovrebbe “individuare le informazioni necessarie a scegliere quali società sono coerenti” con i fini istituzionali dell’Ente.
La cabina di regia messa in piedi da Unioncamere è stata ripresa da Uncem che ha ricordato come in passato abbia chiesto alla Regione di farsi “soggetto guida”. Ai fini del rispetto della normativa, la “discussione su partecipazioni e affidamenti è stata avviata da tempo” ma la “partita coinvolge aspetti e problemi sui quali occorre un supplemento d’indagine”. “Per piccoli comuni montani – è stato ricordato - la questione ha carattere di opportunità considerati gli effetti anche economici che si potrebbero avere”. (f.cio)
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