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COMUNICATO STAMPA  n. 0634


Garante detenuti: via libera a risoluzione che apprezza l’attività svolta nel 2020

L’atto è stato approvato a maggioranza. Impegno a rafforzare l’ufficio e ad assicurare la finalità rieducativa della pena e il reinserimento

 

di Cecilia Meli e Daniele Pecchioli, 9 giugno 2021

 

Approvata dal Consiglio regionale una proposta di risoluzione che esprime apprezzamento per l’attività svolta e i risultati conseguiti dal Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale nell’anno 2020. L’atto, che ha ricevuto il voto favorevole della maggioranza (Lega e FdI hanno votato contro, M5S si è astenuto) ribadisce anche l’impegno a contribuire attraverso tale organo ad assicurare la finalità rieducativa della pena ed il reinserimento sociale dei condannati.
 
Nella risoluzione c’è inoltre l’impegno a sostenere e rafforzare l’efficienza dell’Ufficio del Garante nello svolgimento delle funzioni che gli sono state assegnate per legge, e l’auspicio che le previsioni di quella legge vengano aggiornate, come hanno già fatto altri Consigli regionali, secondo le linee di indirizzo delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano sulla disciplina degli organi di garanzia, come approvate dall’Assemblea plenaria del 26 settembre 2019.
La risoluzione è stata illustrata in aula da Giacomo Bugliani (Pd), che ha ricordato i dati salienti della relazione che il Garante regionale Giuseppe Fanfani ha svolto in commissione Affari istituzionali. “Il Garante ha sottolineato che la situazione pandemica nel corso del 2020 ha enfatizzato il problema del sovraffollamento, che pure grazie agli interventi precedenti aveva visto la riduzione dei detenuti da 66mila nel 2010 a 59mila del 2019” ha detto Bugliani. Ci sono state alcune misure urgenti per l’emergenza sanitaria, che hanno avuto un impatto forte sulla qualità della detenzione, come la sospensione dei colloqui con i familiari, sostituiti dall’utilizzo di mezzi elettronici e l’uso del web, che consente di parlare con i figli, i nonni e altri parenti anche molto lontani. 

Il Garante ha ricordato che nella geografia penitenziaria della Toscana sono presenti anche due residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), entrambe provvisorie, quella di Volterra, aperta nel gennaio 2016, e quella di Empoli, inaugurata nel luglio 2020. Sugli altri luoghi di privazione della libertà personale, quali i servizi psichiatrici di diagnosi e cura in cui si svolgono i trattamenti sanitari obbligatori (Tso), le residenze sanitarie per persone anziane, per persone disabili, per persone con patologie psichiatriche, il Garante ha presentato un quadro generale con le cifre delle strutture, dei posti, delle presenze, e ha sollecitato un attento monitoraggio dei Tso effettuati, ha ricordato ancora Bugliani.
 
Fanfani ha sottolineato l’importanza dei Garanti comunali per la loro attività nelle carceri di competenza e ha invitato i Comuni che ancora non hanno provveduto alla nomina a farlo. Più in generale, ha indicato alcuni impegni programmatici per il 2021, quali: favorire la riapertura totale del carcere all’associazionismo, permettendo di nuovo il pieno ingresso delle associazioni in tutti gli istituti; mantenere e incentivare l’uso dei mezzi informatici di comunicazione per i colloqui con i familiari e per attività di studio e formazione; riattivare i trasferimenti richiesti dai detenuti tra istituti penitenziari, sia all’interno della regione, che all’esterno, gestendo velocemente le domande pendenti; riprendere in maniera piena nell’ambito sanitario l’attività diagnostica e interventistica, che in molti casi è stata rallentata dal Covid; predisporre i necessari presìdi per i percorsi in uscita e di recupero sociale; riattivare i canali di istruzione e formazione, e più in generale di cultura in carcere; porre particolare attenzione alla problematica della detenzione femminile, incentivando le possibili soluzioni alternative; realizzare un programma sistematico di visite in tutti gli istituti della Toscana, favorendo la presenza del presidente del Consiglio e dei consiglieri regionali; proseguire il lavoro intrapreso in materia di affettività, anche dando supporto alla discussione nella commissione Giustizia del Senato sulla proposta di legge costituzionale presentata dal Consiglio regionale della Toscana, per far sì che il diritto all’affettività per i detenuti divenga un diritto realmente garantito.

“Riteniamo dunque necessario – ha concluso Bugliani – rafforzare l’ufficio del Garante e sostenerne l’attività”.
 
Marco Casucci(Lega) ha commentato che “garantire un sistema carcerario all’altezza dei tempi moderni è una sfida importante per la politica”. Pur esprimendo apprezzamento per il lavoro e l’impegno di Fanfani nello svolgere il suo ruolo, Casucci si è detto “molto lontano dall’approccio culturale onirico del Garante”. “Io sono favorevole – ha precisato – a un approccio realistico e retributivo, e abbraccio la filosofia della responsabilità personale del reato”. Il consigliere ha definito “drammatica” la condizioni delle carceri toscane. “Sono vecchie e non consentono la protezione di chi ci lavora e di realizzare percorsi di reinserimento. Per questo proponiamo di adottare quanto prima un piano toscano delle carceri”. “Auspichiamo anche – ha concluso – che si prendano in considerazione i punti di vista di tutti coloro che hanno a che fare con gli istituti di pena, non solo il punto di vista dei detenuti”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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La dichiarazione di Giacomo Bugliani, presidente della commissione Affari istituzionali


La dichiarazione del consigliere Marco Casucci (Lega)

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