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Via Cavour

Via Cavour, un tempo detta via Larga per la sua insolita ampiezza, è da sempre un’arteria vitale per la città.
L’importanza della via Larga e dei suoi immediati dintorni crebbe a dismisura nella Firenze del primo Rinascimento, da quando cioè i Medici vi si insediarono facendo costruire da Michelozzo il palazzo Medici, poi Medici Riccardi. Ma anche prima, la strada e l’area circostante hanno giocato un ruolo ben preciso nella vita cittadina.

foto di via Cavour oggi Foto d'epoca di via Cavour
Via Cavour  Foto d’epoca di via Cavour

Le prime mura comunali, costruite dal 1173 al 1175, si arrestarono all’altezza dell’odierna via dei Pucci. Ma a partire dalla metà del Duecento nell’area cominciarono a sorgere molte abitazioni degli immigrati attirati in città dalla campagna. Così le autorità cittadine crearono attorno al 1260 una nuova strada dal Duomo fino alle mura. La strada venne battezzata via Nuova degli Spadai: era l’attuale via Martelli.  In breve la via divenne così trafficata che attorno al 1285 fu dotata di uno sbocco aprendo una porta nelle mura. La sua naturale continuazione fuori dalla mura fu la via Larga, che doveva servire a collegare anche il nuovo convento di San Marco fondato nel 1299. Inizialmente le abitazioni che si affacciavano sulla via furono occupate da artigiani da poco arrivati in città. Ma ben presto la strada cominciò ad attrarre alcune antiche e ricche famiglie fiorentine, come i Medici e gli Orlandini.

Quadro di Francesco Granacci <Entrata di Carlo VIIIº a Firenze>, 1527 circa (Galleria degli Uffizi) Quadro di Antonio Terreni <Veduta di via Larga> Firenze 1801 (da Francesco Fontani, <Viaggio pittorico della Toscana>, vol. Iº)
Entrata di Carlo VIIIº a Firenze Veduta di via Larga

Nel Quattrocento iniziò il periodo d’oro di via Larga. I più ricchi mercanti cominciarono ad edificarvi le loro dimore. È il caso di Agnolo di Ghezzo Della Casa, che fa costruire l’edificio poi diventata palazzo Panciatichi , di Cosimo il Vecchio dei Medici, che fa avviare i lavori del suo "palagio" all’angolo della via attorno al 1444, di Baldassarre Milanesi da Prato che acquistò la casa che costituisce il nucleo originario di palazzo Milanesi , del banchiere Agnolo Tani che andò ad occupare due abitazioni che sarebbero diventate in seguito palazzo Capponi e di molti altri. L’esistenza nella via della dimora medicea attrasse nel corso degli anni molte famiglie legate da vincoli finanziari o politici ai signori di Firenze.

Quadro di Giovanni Stradano <Giostra del Saracino in via Larga>, 1561 (Palazzo Vecchio, Sala di Gualdrada)

Nell’Ottocento via Larga e l’area nord della città vennero scelte dal governo locale come sedi delle attività amministrative, mentre molte famiglie agiate si spostarono in quartieri residenziali più periferici.
Nel 1814 palazzo Medici-Riccardi venne acquistato dal governo lorenese e destinato a uffici. Tra il 1827 e il 1829 Giovan Battista Filippo Pandolfini Covoni, gonfaloniere di Firenze, fece realizzare il prolungamento di via Larga fino alle mura, cioè fino all’altezza dell’attuale piazza della Libertà. 

Giostra del Saracino in via Larga  

Nel 1861 via Larga cambiò nome: fu ribattezzata via Cavour, il giorno stesso della morte dell’illustre statista. Quando nel 1865 Firenze divenne capitale d’Italia, via Cavour si trasformò nel fulcro del nuovo polo amministrativo: a palazzo Medici Riccardi e nel contiguo palazzo Servadio furono insediati gli uffici del ministero degli Interni; l’ex convento di santa Caterina venne destinato al ministero della Guerra e, poco oltre piazza San Marco, il Casino Mediceo divenne sede del ministero delle Finanze.

E molti uffici pubblici via Cavour ha continuato ad ospitare anche in questo secolo, fino ai giorni nostri, mantenendo la sua funzione di ganglio vitale di Firenze: la sede della Provincia e la Prefettura in palazzo Medici Riccardi, la sede del Consiglio Regionale nei palazzi Panciatichi e Capponi Covoni, la sede della Giunta Regionale a palazzo Bastogi, la Corte d’Appello, la Procura Generale della Repubblica.