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COMUNICATO STAMPA  n. 124


Geotermia: via libera in Consiglio alla nuova legge

L’atto è stato approvato a maggioranza, con il voto favorevole di Pd e Art. 1-Mdp, il no di M5S, di Sì-Toscana a Sinistra e Gruppo Misto-Tpt, l’astensione degli altri gruppi di opposizione. Respinta una proposta di legge a firma M5S

 

di Ufficio stampa, 30 gennaio 2019

 

Dopo un lungo dibattito, il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge “Disposizioni in materia di geotermia”. Il via libera è stato dato a maggioranza: hanno votato a favore i gruppi Pd e Art.1-Mdp, hanno votato contro Movimento 5 Stelle, Sì-Toscana a Sinistra e Gruppo misto-Tpt, mentre gli altri gruppi di opposizione si sono astenuti. E’ stata respinta, invece, la proposta di legge “Disposizioni in merito al coordinamento tra l’attività di sfruttamento della geotermia e l’individuazione nel Piano energetico regionale (Paer) delle aree non idonee e disposizioni in merito al rilascio delle concessioni”, presentata da M5S.
 
In fase di votazione sono stati approvati anche alcuni emendamenti. Il primo, a firma di  Tommaso Fattori (Sì-Toscana a Sinistra), Paolo Sarti (Sì-Toscana a Sinistra), Simone Bezzini (Pd), Stefano Scaramelli (Pd), Serena Spinelli (Art.1-Mdp), prevede un monitoraggio in continuo, con possibilità in accesso remoto da parte di Asl e Arpat, del funzionamento di tutti gli impianti con particolare riferimento alle emissioni in atmosfera.
 
Il secondo, presentato dal Pd (a firma di Leonardo Marras, Stefano Baccelli e Monia Monni), specifica che la convenzione che disciplina le iniziative volte all’impiego dell’energia termica residua, a favore del sistema economico locale o di progetti di teleriscaldamento, eventualmente realizzata da soggetti terzi, debba disciplinare anche le modalità di subentro dello stesso concessionario o di altro soggetto nelle attività, in caso di inadempimento del terzo. In caso di cessazione da parte del soggetto terzo, inoltre, il concessionario è tenuto a stipulare una nuova convenzione entro 18 mesi.
 
Via libera anche a due emendamenti del Pd (primo firmatario Stefano Scaramelli) che sostituiscono il termine di 60 giorni con il termine di 90 per gli adempimenti e le verifiche da effettuare in relazione ai procedimenti in corso.
 
Infine, è stato approvato un emendamento a firma di Tommaso Fattori (Sì-Toscana a Sinistra), Paolo Sarti (Sì-Toscana a Sinistra), Simone Bezzini (Pd), Stefano Scaramelli (Pd), che ribadisce che i fluidi estratti dal territorio dell’Amiata hanno una composizione chimica, purtroppo ricca di inquinanti, diversa dagli altri estratti in Toscana e che “è necessario assumere, quale livello massimo da non superare, lo scenario attuale delle emissioni in atmosfera”.

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