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COMUNICATO STAMPA  n. 0834


Autosufficienza Rifiuti: Baccelli, recuperare dimensione territoriale e ricavare ruolo pianificatorio Regione

Il presidente della commissione Ambiente sulla proposta di legge della Giunta rileva la necessità di una norma transitoria, ma proiettata al futuro. Audizione dei tre Ato. Ambito Sud fortemente contrario, Centro disponibile, Costa auspica ente regolatore. L’assessore Federica Fratoni: “Norma pensata per fluidificare il percorso”

 

di Federica Cioni, 25 luglio 2018

 

 “C’è lo spazio di manovra necessario per assicurare l’autosufficienza in condizioni di difficoltà, ma anche per recuperare quella dimensione territoriale che i sindaci giustamente rivendicano”. È quanto dichiara il presidente della commissione Ambiente, Stefano Baccelli (Pd), al termine dell’audizione con i tre Ato Rifiuti della Toscana (Sud, Costa, Centro) sulla proposta di modifica della legge 25/1998.

L’incontro ha sancito le posizioni delle tre Autorità: Ambito Sud si dichiara “fortemente contrario” e annuncia proposte di modifica al testo della Giunta, Centro si dice “disponibile”, mentre Costa, in situazione peculiare perché non ha ancora proceduto all’affidamento del servizio, comprende, in questa fase, la necessità dell’intervento di un ente regolatore.

“Sono convinto - dichiara Baccelli – che la proposta della Giunta debba essere modificata, ma riconosco il merito al presidente Enrico Rossi di aver posto una questione seria: occorre dare risposte tempestive perché le convenzioni interambito in alcuni casi hanno funzionato mentre in altri hanno rilevato criticità”. Quello dell’impiantistica è uno scenario di “luci e ombre - osserva il presidente - peraltro simile a temi quali la gestione dei flussi e la raccolta differenziata”. “Penso che qualche settimana di lavoro e un confronto ulteriore con i territori ci aiuteranno a preparare una norma che sia transitoria, ma proiettata nel futuro” continua ancora Baccelli che immagina un modello in cui il ruolo pianificatorio sia in capo alla Regione e il territorio sia “protagonista”. “Le amministrazioni locali devono sentirsi più forti. I cittadini chiedono sempre migliori servizi e i sindaci non devono trovarsi in difficoltà”.

D’accordo con il presidente Baccelli si dichiara la vicepresidente del gruppo Pd Monia Monni. “Il provvedimento non può essere l’approdo. Deve avere caratteristiche di transitorietà e contenere il punto di caduta ossia il modello che vogliamo per la Toscana”.

Il carattere di urgenza della proposta di legge, spinge il capogruppo Fdi, Paolo Marcheschi, a chiedere se “esista davvero l’emergenza” e, se dimostrata, propone di gestirla attraverso poteri sostitutivi della Regione “peraltro previsti in altri ambiti”. Questa potrebbe essere, a detta di Marcheschi, una “mediazione possibile” tra le diverse posizioni che si sono create attorno al disegno di legge.

L’ascolto dei territori è “giusto e doveroso” per la capogruppo della Lega Elisa Montemagni che pure auspica un intervento “di più ampio respiro” e non attraverso un “palliativo”. La proposta è “sbagliata” perché su questi temi è necessaria una “gestione dal basso, direttamente dai territori” rileva.

“Il modello disegnato per la Toscana non ha funzionato. Il problema di Ato Centro non è solo per la mancanza di impianti, ma anche perché quelli esistenti sono sotto sequestro” dichiara il vicepresidente della commissione Giacomo Giannarelli (M5s) che domanda se non sia sufficiente modificare l’articolo 25 comma 6 della legge che regola la gestione dei rifiuti. Giannarelli rileva infatti che sono “già previsti atti di indirizzo per assicurare l’autosufficienza”.

L’assessore all’Ambiente Federica Fratoni assicura come non ci sia “alcuna volontà di esautorare territori e Ato”. “La proposta di legge serve a fluidificare un percorso” e arrivare a una “gestione più ordinaria”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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