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COMUNICATO STAMPA  n. 0928


Alloggi Erp: modifiche criteri di accesso ai bandi, il dibattito in Aula

Avviata la discussione con gli interventi di Luciana Bartolini (Lega), Silvia Noferi (Movimento 5 stelle), Giovanni galli, Andrea Ulmi, Elisa Tozzi, Marco Casucci e Elena Meini (Lega)

 

di Sandro Bartoli, 14 settembre 2021

 

Prende il via in Aula il dibattito sull’adeguamento normativo della legge regionale 2 del 2019 per l’edilizia residenziale pubblica (Erp), i cui contenuti erano stati illustrati nell’ultima seduta del Consiglio regionale prima della pausa estiva. Sono i consiglieri del gruppo Lega a prendere la parte prevalente in avvio del confronto, dopo aver presentato circa 2mila 400 emendamenti nella seduta di fine luglio. 

“La Regione ha ampia potestà legislativa e disciplina le assegnazioni – esordisce Luciana Bartolini (Lega), vicepresidente della commissione Aree interne – e disciplina le assegnazioni. In Toscana, si prevede la residenza anagrafica o la sede dell’attività lavorativa stabile ed esclusiva per almeno cinque anni, anche non continuativi”. Non siamo di fronte a una “scelta obbligata costituzionalmente”, sostiene Bartolini, “il requisito della residenza assicura la funzione di garantire un’abitazione a soggetti economicamente deboli nel luogo dov’è la sede dei loro interessi”. Esigenza che non può corrispondere alla richiesta di chi si presenta in Toscana “pochi giorni prima” e che deve anche fronteggiare l’ostacolo di un numero di alloggi “che dovrebbe essere aumentato per rispondere alla crescente domanda”.

La consigliera Silvia Noferi annuncia in Aula il voto favorevole del Movimento 5 stelle. “Chi chiede l’accesso alla casa popolare è in condizione di difficoltà, questa modifica alla norma regionale toglie e anticipa un possibile problema di illegittimità costituzionale e rimedia a un pregiudizio che generava discriminazione. Non avremmo inserito nemmeno la premialità sugli anni di residenza, ma lasciare la legge così com’è sarebbe peggio e non si deve aspettare oltre: siamo in una crisi economica dovuta alla pandemia, la società là fuori chiede interventi di aiuto”.

Secondo Giovanni Galli (Lega), “è utile fare tutti un passo in avanti che riguarda il buon senso. Noi pensiamo che ogni cittadino che ha necessità e si trova di fronte al bisogno di partecipare abbia dei diritti e abbia anche dei doveri. Tutti devono presentare la stessa documentazione: non risponde al principio di uguaglianza l’obbligo per ogni cittadino italiano o europeo di presentare una documentazione, che invece non viene richiesta a chi arriva da altre nazioni. Vogliamo anticipare eventuali ricorsi? – chiede il vicepresidente della commissione Europa – Facciamolo dando una risposta che metta sullo stesso piano tutti i richiedenti. Perché la legge sia uguale per tutti abbiamo l’obbligo morale di definire dei parametri”.

Il vicepresidente della commissione Sanità e politiche sociali Andrea Ulmi (Lega) prefigura una “frattura insanabile tra maggioranza e opposizione, se dovesse verificarsi una prova muscolare della maggioranza e non si troverà una quadra su questa legge”. Riteniamo un’ingiustizia – prosegue Ulmi – modificare la legge toscana perfettamente vigente soltanto perché la legge della Lombardia, che presenta differenze enormi, è stata impugnata”. Il gruppo Lega chiede che “questo disagio economico venga testimoniato e validato per tutti, anche per coloro che arrivano da Paesi per i quali risulta difficile fornire la documentazione richiesta. In qualche caso potrebbe farlo ad esempio l’ambasciata”. C’è poi la questione della disponibilità di alloggi: “Siamo di fronte a una stagnazione della disponibilità di alloggi Erp, l’offerta dovrebbe essere incrementata”.

 

“Si deve far fronte a un bisogno di carattere sociale, parliamo di un principio di valore universale” sostiene Elisa Tozzi (Lega) “Fino a qualche ora fa è stato quello di trovare quantomeno una convergenza con la maggioranza. Perché la norma sia effettiva ed efficace e venga incontro ai bisogni e alle esigenze dei cittadini toscani, è necessario indirizzare la risposta a questo bisogno verso coloro che attestino un reale bisogno abitativo”.

 

Il vicepresidente del Consiglio regionale Marco Casucci ribadisce la ferma opposizione della Lega “verso una modifica che arriva in via preventiva ed è frutto di una decisione frettolosa”. Secondo Casucci, “la legge toscana ha garantito un principio di equità sociale. Il buonismo ideologizzato non produce altro che diseguaglianze a carico dei cittadini italiani, c’è probabilmente il tentativo di accontentare una parte del centrosinistra. Non è questione di nazionalità – prosegue Casucci –, eliminare il criterio della residenza quinquennale è un modo per rinnegare una pratica che ha dato buoni frutti e favorito il riequilibrio tra toscani e non. Moltissimi cittadini toscani attendono una casa popolare e non è tollerabile che vengano scavalcati ancora una volta e finiscano in fondo alle liste, mentre mancano gli alloggi”.

 

“Il criterio della continuità lavorativa o la residenza in Toscana risponde secondo noi all’idea centrale di giustizia sociale”, dichiara Elena Meini (Lega). “Ci troviamo a dirimere la conflittualità tra quello che riteniamo un principio di giustizia sociale e il pronunciamento della Corte Costituzionale. Il nostro gruppo ha cercato di portare l’attenzione verso un orientamento a sostegno di tutti i cittadini toscani. Con i criteri di premialità ora inseriti c’è stato un miglioramento, ma l’esigenza di certificazione è la base per assicurare a tutti gli stessi diritti. Non abbiamo voluto bloccare bandi e graduatorie, il nostro intento è quello di ottenere qualcosa a favore dei cittadini toscani, perché non vengano discriminati al contrario”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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