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COMUNICATO STAMPA  n. 0368


Vaccini: il dibattito sulla comunicazione dell’assessore alla Sanità Bezzini (2)

Interventi di Giachi (Pd), Casucci (Lega), Veneri (FdI), Spadi (Pd), Galletti (M5S), Galli (Lega), Torselli (FdI)

 

di Daniele Pecchioli, 7 aprile 2021

 

“Abbiamo fatto delle scelte, su alcune delle quali stiamo discutendo, nessuno si tira indietro – ha affermato Cristina Giachi (Pd) in apertura del dibattito pomeridiano. - Ho trovato nelle parole dell’assessore Bezzini la consapevolezza delle difficoltà, dei limiti, di una situazione che ogni giorno riserva delle sorprese. Da questo al parlare di una sanità in ginocchio o al declino ce ne corre. Prima di chiedere di abdicare a chi quelle scelte ha fatto, di chiedere una testa che rotoli, dobbiamo tutti farci carico di questa complessità, a partire dalle opposizioni”.
 
“Ci sono stati degli errori oggettivi nella copertura vaccinale degli over 80 e nella categoria dei fragili - ha dichiarato Marco Casucci (Lega), motivando le scelte politiche istituzionali del gruppo. – Le due settimane di ritardo rischiano di incidere sulla tenuta del nostro sistema sanitario. Il piano delle vaccinazioni ha mostrato tutte le proprie criticità”. A suo parere la richiesta di dimissioni dell’assessore non è la ricerca di un capro espiatorio, ma vuole segnare un punto di discontinuità rispetto a chi ha disatteso gli indirizzi date dal Consiglio regionale. In questa prospettiva è stata infatti richiesta l’istituzione di una commissione speciale. “Se i vaccini sono pochi, allora l’indicazione delle priorità diventa ancora più importante – ha concluso. – I cittadini sono veramente stanchi. Solo insieme istituzioni, politica, associazioni, comitati possono vincere questa sfida storica. La Toscana è a un bivio: o sceglie la via della collaborazione tra maggioranza e minoranza, nel rispetto dei ruoli, o perde questa opportunità. Non lo vorrei davvero”.
 
“Stiamo assistendo alla disfatta di un sistema organizzativo senza criteri né strategia, alla carlona – ha affermato Gabriele Veneri (FdI). - Gli ospedali sono al collasso, non ci sono terapie intensive ed altri reparti sono stati sacrificati, causando liste di attesa interminabili. Suggerisco di passare dai proclami ai fatti, come chiedono i cittadini toscani”.
 
“E’ inaccettabile parlare della sanità toscana in questo modo – ha replicato Donatella Spadi (Pd). – Non è il momento dei se e dei ma, ma quello delle soluzioni. I medici di famiglia sono uno strumento straordinario da utilizzare per raggiungere tutta la popolazione anche nelle aree interne. Stiamo affrontando qualcosa di sconosciuto e di nuovo: dobbiamo tenerne conto”.
 
“Abbiamo sempre cercato di dare un contributo proattivo, utile alla soluzione dei problemi reali sollevati dalla popolazione – ha osservato Irene Galletti (M5S). – Ancora troppe cose nel piano vaccinale non vanno. Per questo, già mesi fa, ho proposto una commissione specifica. Molti cittadini si sono sentiti abbandonati, anche a causa di una piattaforma che non dà risposte esaurienti ai bisogni comunicativi, specie per coloro che hanno più difficoltà. Lavorare ad un piano operativo efficace, che sia sufficientemente elastico, è la risposta migliore da dare alla popolazione”.
 
Una risoluzione approvata tempo fa dal Consiglio regionale sull’ordine di priorità nella somministrazione dei vaccini è stata al centro dell’intervento di Giovanni Galli (Lega). “Sono passati quasi quattro mesi dall’inizio della campagna vaccinale e gli indirizzi del Consiglio sono stati disattesi – ha osservato –  La commissione speciale può essere di supporto alla Giunta e a quest’aula”.
 
“In Italia il 60,8% dei grandi anziani (over80) ha ricevuto la prima dose del vaccino e il 32,9% anche la seconda dose. In Toscana questi dati scendono al 50,1% e al 22% - ha sottolineato Francesco Torselli (FdI) – Il 26 novembre la federazione dei medici di medicina generale ha dato la propria disponibilità a partecipare alla campagna vaccinale, ma il protocollo di intesa è stato firmato l’11 febbraio. In quei 77 giorni sono morte 2008 persone, delle quali 650 erano over 80”. A suo parere, l’organizzazione del piano vaccinale non è stata fatta in modo “trasparente e pubblico”, riferendosi a quanto accaduto al Mandela Forum, e a quei cittadini di Bagno a Ripoli, costretti ad andare sul Monte Amiata per ricevere AstraZeneca. “Nessuno vuole processare l’assessore alla Sanità – ha concluso – Vogliamo solo fare il punto per ripartire tutti insieme”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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