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COMUNICATO STAMPA  n. 0367


Vaccini: il dibattito sulla comunicazione dell’assessore alla Sanità Bezzini

Gli interventi di Elisa Montemagni (Lega), Andrea Ulmi (Lega), Silvia Noferi (M5S), Enrico Sostegni (Pd)

 

di Cecilia Meli, 7 aprile 2021

 

Il dibattito sulla comunicazione dell’assessore alla Sanità Simone Bezzini ha preso il via con l’intervento di Elisa Montemagni (Lega). “Abbiamo perso del tempo prezioso nel vaccinare le categorie più esposte e fragili, quelle degli over 80 e degli estremamente vulnerabili. Un ritardo che non riusciremo mai a smaltire. Se adesso c’è stata un’accelerazione è dovuta solo alle proteste dell’opposizione – ha detto la consigliera -. Siamo noi ad aver chiesto questa seduta di Consiglio, ed è bene sottolinearlo”.
 
Montemagni ha proseguito facendo la cronistoria delle fasi della vaccinazione in Toscana. Il 15 febbraio, ha ricordato, sono iniziate le inoculazioni agli over 80, che sono 320 mila. “Bezzini in Consiglio disse che si sarebbero potuti vaccinare 72 mila anziani a settimana. I medici di medicina generale che hanno aderito alla campagna sono 2500, più di quelli ipotizzati dall’assessore”. Ma al 25 marzo gli over 80 toscani vaccinati con la prima dose erano il 29,8%, quelli con la seconda il 6,1%. “Cioè in fondo alla classifica delle regioni, visto che in Italia i vaccinati con la prima dose erano il 47,8 per cento e con la seconda il 20,8” ha spiegato la consigliera. “Al 6 aprile gli anziani che hanno ricevuto la seconda dose sono 72 mila, quelli vaccinati con la prima 230 mila – ha aggiunto -. Meno della soglia minima che lo stesso assessore aveva posto. Nel frattempo la gente ha continuato a morire, le terapie intensive e gli ospedali sono oberati”.
 
A questo, secondo Montemagni, si aggiunge la questione del vaccino Moderna, somministrato alle categorie vulnerabili. “Il 24 marzo il portale ha aperto alle prenotazioni ed è stato il caos. Oltretutto risulta che prima di marzo le dosi Moderna non siano state date a questa categoria. E allora, domando, a chi sono state date? E chi è compreso nella categoria ‘altro’ a cui risultano somministrati molti vaccini? Spero che ci venga data una risposta e che non ci sia nulla da nascondere”.  “C’è stata una volontà politica, nella scelta di queste somministrazioni – ha concluso la consigliera –, che non dipende dal Consiglio regionale ma da chi gestisce la macchina. L’assessore alla sanità non può fare lo scaricabarile e deve assumersi le sue responsabilità. Noi chiediamo di poter partecipare alle decisioni per dare il nostro contributo”.
Andrea Ulmi(Lega) ha ribadito la necessità di costituire una commissione speciale che faccia chiarezza su quanto è successo in Toscana con i vaccini anti-Covid. “La Regione Toscana ha sbagliato – ha commentato – perché ha fatto la scelta di contenere l’infezione senza intercettare quello che l’infezione poteva portare, cioè terapia intensiva e morte. Bisognava tutelare chi era più a rischio, gli anziani e chi presenta co-morbilità; la scelta di vaccinare per categorie piuttosto che per rischio clinico viene adesso pagata in termini di morti, di terapie intensive intasate, di ospedali al collasso”. Ulmi ha ricordato che di 280 mila dosi di Pifzer arrivate a inizio anno, 56.200 sono andate al personale sanitario pubblico e privato, 18 mila ai ricoverati nelle Rsa. “Chi sono -ha domandato - i restanti 65.800? Non gli ultra ottantenni dei 320mila toscani, bensì il personale non sanitario delle strutture sanitarie, amministrativi, veterinari, psicologi, e il personale in appalti sanitari, magazzinieri, elettricisti, perfino giardinieri”.
 
L’11 febbraio è arrivato il vaccino AstraZeneca che, fino all’8 marzo è considerato destinato agli under 55, dall’8 marzo per tutti. “Ma invece di concentrarsi sugli over 80 mancanti e sui 70-80 fragili – ha detto il consigliere - vengono vaccinati insegnanti, docenti universitari, bidelli, impiegati, maestri di sci, maestri di danza, avvocati, magistrati e cancellieri”. “Noi vogliamo essere parte attiva in una necessaria correzione di rotta – ha concluso – e per questo chiediamo una commissione speciale. Anche la scelta di affidare il vaccino Pfizer, il meno trattabile di tutti per la catena del freddo e il più difficile da gestire, ai medici di famiglia non è stata pagante. Se fosse stato dato loro AstraZeneca i medici toscani avrebbero ripetuto la straordinaria performance registrata nella vaccinazione contro l’influenza in autunno”.
 
“L’assessore non può continuare a ripetere che la situazione è complessa e che è servito tempo per mettere in piedi la macchina per le vaccinazioni” ha detto Silvia Noferi (M5S). “E’ più di un anno che c’è una pandemia, il governo toscano si doveva preparare prima, e invece ha passato mesi a fare campagna elettorale”. “Non c’era un piano vaccinale, tutto è stato improvvisato all’ultimo minuto – ha commentato ancora la consigliera -. La verità è che il Pd negli anni ha smantellato il sistema sanitario pubblico toscano e ora ne stiamo pagando le conseguenze”. “Sono state effettuate scelte incomprensibili – ha proseguito -. Vogliamo sapere chi ha deciso di vaccinare prima gli avvocati delle cassiere dei supermercati o dei volontari delle Misericordie, e prima o poi dovrete dircelo”. Noferi ha infine criticato anche l’andamento della vaccinazione delle categorie più vulnerabili: “Il sito è ancora bloccato, nessuno è stato convocato e anche negli ospedali, ho chiamato oncologia a Careggi, nessuno sa niente”. “Non si è capito nemmeno come funzionano le liste di riserva. Se ci fossero stati meno furbi – ha concluso – oggi forse la Toscana non sarebbe in zona rossa a subire le drammatiche conseguenze economiche. Sono stati fatti errori imperdonabili”.
 
Enrico Sostegni(Pd) ha giudicato “fondamentale il richiamo a tenere insieme tutti i soggetti che hanno una responsabilità nel gestire questa difficile situazione. Per questo la mozione di sfiducia presentata in Consiglio regionale è fuori contesto”. Sostegni ha criticato la rincorsa alle classifiche. “Il ritardo sulle percentuali di vaccinazioni degli ultraottantenni – ha spiegato – si traduce di fatto in 50 mila dosi, e ricordo che la Toscana in una settimana ha fatto 80 mila vaccini. Siamo però primi per le vaccinazioni degli over 90 e primi, con il Veneto, per i 70-79 anni”. “Il problema è che l’Italia, non la Toscana, è indietro con la vaccinazione. Così come il resto d’Europa. Occorre dunque una riflessione seria sul fatto che le strategie europee non hanno pagato. Molte aziende con cui erano stati prenotati vaccini non li hanno consegnati, o come AstraZeneca, ne hanno consegnati solo una parte. Gli acquisti di Moderna e Pfizer erano residuali, tanto che l’Europa ha dovuto stipulare altri contratti in corsa”. “Questo è il vero vulnus – ha detto ancora il consigliere -. Per correggerlo c’erano due leve: utilizzare AstraZeneca per tutti, anche per gli anziani e i fragili, e scegliere di inoculare una prima dose a tutti senza calcolare il richiamo. Ma non erano scelte che erano in mano ai governi regionali. Il resto è becera polemica politica che crea ulteriore confusione”. Secondo Sostegni “la macchina delle vaccinazioni in Toscana funziona, eccetto per qualche problema di comunicazione, e anche la scelta di coinvolgere i medici di medicina generale va rivendicata: l’accelerazione vista nelle ultime settimane era già nei fatti per il tipo di organizzazione che ci si è dati, lo scatto in avanti era insito in una scelta che invito la Giunta a rafforzare, assieme alle altre”. “Spero – ha concluso il presidente della commissione Sanità – che questo Consiglio serva per abbandonare le polemiche sterili e per rodare meglio la comunicazione tra Consiglio e Giunta. L’assessore Bezzini è una persona seria, disponibile e che lavora pancia a terra”. 
 
(1 – segue)

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