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COMUNICATO STAMPA  n. 483


Parlamento degli studenti: violenza sui minori, bullismo e cyberbullismo, se n'è parlato nella seduta solenne

Parlamento degli studenti: violenza sui minori, bullismo e cyberbullismo, se n'è parlato nella seduta solenne

 

di Ufficio Stampa, 19 maggio 2020

 

 Firenze – Si è svolto questo pomeriggio una seduta solenne del Parlamento degli studenti della Toscana dedicata alla violenza sui minori, al bullismo e al cyberbullismo. A fare gli onori di casa Francesco Galanti, presidente del’organo di rappresentanza degli studenti toscani.

“Quale rappresentane dello stato sul territorio sono molto onorato di essere qua. Un paese fonda la sua democrazia sula capacità di guardare al futuro. Quale espressione migliore di democrazia che un parlamento di giovani, che si impegnano nell’essere cittadini attivi, nel fare progetti per una crescita di se stessi e dei propri coetanei - ha dichiarato il prefetto di Firenze Laura Lega nel suo saluto – Oggi più che mai c’è bisogno di concretezza, di pragmatismo, di senso di responsabilità, ma anche di una cultura nuova con la quale affrontare la cosa pubblica. Prende corpo proprio il senso di comunità della nostra regione”.

Il Parlamento ha quindi immediatamente affrontato i temi al centro del dibattito

La sicurezza è la premessa di ogni diritto. Non c’è diritto senza sicurezza. La sicurezza è il collante dei diritti civili. Senza sicurezza c’è il diritto del più forte, il diritto del più ricco”, ha affermato Antonio Sangermano, procuratore della Repubblica al Tribunale dei minori di Firenze, ricordando che tra qualche giorno, il 23 maggio, cade l’anniversario dell’omicidio di Giovanni Falcone – Non ce lo scordiamo. La coscienza si nutre di memoria. Senza memoria non c’è identità”. La sua esperienza “nell’avamposto del dolore dell’umanità più fragile”, perché i giovani “sono esseri in cammino, che stanno strutturando, la propria identità psicologica, fisica e morale”, non investe solo il diritto penale, ma anche la crisi della genitorialità, per supportarla o, nei casi più gravi, nella rescissione irreversibile di quel vincolo.

Sangermano ha precisato che il bullismo, ed il cyberbullismo se realizzato con l’uso di strumenti telematici, è un vero atto persecutorio, dove centrale diviene la violenza, che esclude e colpisce i diversi. “La violenza diviene crisma di riconoscimento sociale, leadership, dove c’è bisogno di un bersaglio totemico. È un’espressione di relativismo, di una società senza Dio, senza cioè quei valori che permettono al singolo di staccarsi da se stesso e ritrovare l’umanità che trascende l’egoismo – ha affermato – La modernità ha dato alla violenza un nuovo straordinario strumento: la rete, con il suo linguaggio rapido e seduttivo, che si  annulla in un tweet, privo di spessore, ma adatto a far leva sui peggiori istinti”

A  suo parere solo “la reale, effettiva consapevolezza delle rispettive vulnerabilità legate all’età può permettere di ritrovare quanto è andato perduto”. “Bisogna comprendere per non reiterare il reato. Punire non vuol dire odiare, ma ricondurre l’autore del reato alle sue responsabilità – ha concluso- Nessuna indulgenza, nessun astratto perdonismo ideologico, ma rigore e umanità. È il senso del mio impegno”

“Il Parlamento degli studenti ha storicamente un ruolo importate nell’affrontare i temi del bullismo e del cyberbullismo – ha commentato il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, che non ha potuto partecipare all’incontro, ma ha voluto rivolgere un saluto ai ragazzi – Proprio da una sua iniziativa siamo arrivati all’elaborazione di una legge, che è stata approvata nel novembre scorso ed ha avuto una certa risonanza”

 

 


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