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COMUNICATO STAMPA  n. 298


Ambiente: nuova disciplina per recupero patrimonio edilizio in zone rurali

La commissione Ambiente licenzia a maggioranza la proposta di legge che introduce bonus per aumenti volumetrici e per abbattere gli oneri di urbanizzazione. Il presidente Stefano Baccelli: “Resta fermo il principio di contrasto all’uso di nuovo suolo. Riqualifichiamo l’esistente con criteri antisismici anche nei centri storici delle aree interne”

 

di Ufficio Stampa, 3 marzo 2020

 

Riqualificare l’esistente e contrastare il consumo di nuovo suolo. È il principio che sta alla base della posposta di legge che apre al recupero del patrimonio edilizio abbandonato in zone rurali e nei centri storici minori, licenziata a maggioranza dalla commissione Ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Stefano Baccelli (Pd).
 
Il testo ha l’obiettivo di “riqualificare ciò che già esiste con criteri antisismici e di efficientamento energetico” spiega Baccelli che cita anche i due bonus in arrivo: aumento volumetrico e abbattimento degli oneri di urbanizzazione. No a nuove costruzioni insomma ma un deciso sì al recuperabile in risposta anche alle “difficoltà del settore privato” aggiunge ancora il presidente.
 
D’accordo con lo spirito della proposta si dichiara Elisabetta Meucci (Italia Viva) che parla di un “primo, importante passo verso l’obbligatorietà di riduzione degli oneri”.

Critico, invece, Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) che esprime un voto di astensione e annuncia emendamenti in aula.  Le agevolazioni e l’incremento volumetrico a favore di edifici condonati lascia perplesso il consigliere. Legare poi i bonus alla riqualificazione sismica e quindi ad un principio definito “nobile” non lo rassicura: “Se è davvero la sicurezza quello che si cerca, meglio limitare la deroga solo alle aree ad elevato rischio” spiega. Ma la proposta non è condivisa da Baccelli: “Le mappe sono elastiche e modificabili. Il discrimine potrebbe penalizzare intere zone”.
 
Il testo di legge, che ora passa all’esame del Consiglio, sostiene un utilizzo più razionale del territorio prevedendo: il recupero di immobili esistenti, in condizioni di abbandono e degrado, con un abbattimento del 50 per cento degli oneri di urbanizzazione; l’applicazione, da parte dei Comuni situati nelle aree interne, di una riduzione minima del 50 per cento degli oneri per il mutamento della destinazione d’uso. Previsto anche l’ampliamento del campo di applicazione includendo anche gli immobili per i quali sia stata rilasciata la sanatoria edilizia straordinaria o siano state applicate le sanzioni pecuniarie previste dalla normativa vigente in caso di incrementi volumetrici o di superficie utile, detraendo dalla superficie realizzabile quanto già abusivamente realizzato (in pratica si autorizzano aumenti solo nelle parti non sanate). Per favorire la realizzazione degli interventi, si propone l’innalzamento del premio volumetrico in rapporto alla prestazione sismica e la contestuale rimodulazione della prestazione energetica richiesta.

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