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COMUNICATO STAMPA  n. 0210


Sanità: medicina di iniziativa, terminate le consultazioni

La commissione Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Iv), ha ascoltato i soggetti interessati al progetto di legge che introduce un nuovo modello sanitario per la prevenzione e la diagnosi precoce delle patologie croniche

 

di Ufficio Stampa, 13 febbraio 2020

 

La proposta di legge della Giunta regionale che prevede l’adozione della medicina di iniziativa quale modello per la prevenzione e diagnosi precoce delle patologie croniche, alla cui definizione si è giunti dopo la sperimentazione del cosiddetto “Chronic Care Model”,  trova il consenso degli operatori di riferimento. È quanto emerso dalle consultazioni della commissione Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Iv), durante le quali sono stati ascoltati i rappresentanti della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), del Sindacato dei medici (Smi), dell’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (Ispro), e delle Aziende sanitarie.
 
Secondo i soggetti auditi, l’avvio della medicina di iniziativa rappresenta una svolta fondamentale per affrontare in modo efficace la prevenzione e la cura delle patologie croniche. È importante, hanno sottolineato, non attendere che sia il paziente a rivolgersi al servizio sanitario, perché in alcuni strati della popolazione questo avviene solo al momento di accesso al pronto soccorso. Intercettando prima i bisogni di monitoraggio e cura dei pazienti si possono non solo ridurre gli accessi ai pronto soccorso ma si possono abbattere le diseguaglianze sociali. Le visite, le indagini diagnostiche e le cure devono dunque spostarsi dagli ospedali ai servizi territoriali. In questo, hanno ancora sottolineato i soggetti ascoltati in Commissione, è centrale il ruolo del medico di medicina generale, il consenso informato del paziente e il corretto trattamento dei dati.
 
Secondo il testo della proposta di legge, il servizio sanitario regionale riconosce e promuove la medicina di iniziativa quale modello assistenziale per la prevenzione e diagnosi precoce delle patologie croniche, attraverso l’attivazione di interventi mirati al cambiamento degli stili di vita ed alla presa in carico proattiva, integrata e multidisciplinare dei cittadini affetti da polipatologia e/o fragilità. La medicina di iniziativa, si legge ancora nel testo della legge, richiede una stratificazione del rischio degli assistiti e assistibili attraverso l’analisi dei dati gestiti nell’ambito dei diversi archivi del servizio informativo sanitario regionale, anche avvalendosi degli enti e delle agenzie del servizio sanitario regionale, al fine di individuare gli assistiti ad alto rischio di eventi avversi da comunicare alle aziende USL e, per loro tramite, ai medici di medicina generale.
 
La proposta di legge prevede, inoltre, l'adozione di un regolamento per promuovere la garanzia ai cittadini dei percorsi di cura e la diffusione della medicina di iniziativa, nei limiti definiti dalla legge in conformità alla normativa nazionale e comunitaria in materia di protezione dei dati personali. In particolare, il regolamento dovrà individuare i soggetti in condizioni di rischio per la presenza di malattie croniche e disciplinare la presa in carico del paziente stesso, garantendo interventi personalizzati, la predisposizione di un piano assistenziale individuale (PAI) e la definizione delle modalità organizzative e funzionali del team multiprofessionale.
 

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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