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COMUNICATO STAMPA  n. 0025


Caccia: Remaschi, ecco gli indirizzi che la Giunta vuole seguire

L’assessore regionale ha svolto l’informativa preliminare al Piano faunistico venatorio della Toscana

 

di Ufficio Stampa, 14 gennaio 2020

 

Aula–  “Arriviamo in ritardo rispetto alla tempistica prevista, perché la pianificazione complessiva nasce alla fine del 2018; poi c’è stato il dibattito serrato che si è acceso anche grazie alla conferenza sulla caccia a Grosseto nel giugno 2019”. Dai diversi contributi è scaturita la volontà di realizzare uno strumento pianificatorio “estremamente importante che poggia le sue basi su normative nazionali e regionali. Questo documento attesta volontà di governo della Toscana e qui si definiscono gli indirizzi che si intendono seguire”. Così l’assessore regionale alla caccia, Marco Remaschi, nell’informativa preliminare sul Piano faunistico venatorio regionale che ha tenuto in aula.
 
Obiettivo principale del piano è la conservazione delle specie di fauna selvatica viventi in Toscana e la programmazione di un prelievo venatorio compatibile con le esigenze di tutela, impostato in modo biologicamente corretto, sulla base di una corretta stima quantitativa per le specie sedentarie e della valutazione dello stato di conservazione per le specie migratrici.
 
Il piano individua, all’interno del comprensorio, le zone e le oasi di protezione, le zone di ripopolamento e cattura, i centri pubblici di riproduzione di fauna selvatica allo stato naturale, i centri privati di riproduzione di fauna selvatica allo stato naturale, le aziende faunistico venatorie, le aziende agrituristico venatorie, le aree di addestramento e allenamento cani, le zone in cui sono collocabili appostamenti fissi, le aree vocate e non vocate per ciascuna specie di ungulato, i parchi nazionali e le aree protette, tutte le ripartizioni del territorio necessarie per l’organizzazione del prelievo venatorio. Le zone residuali sono destinate alla caccia programmata e sono gestiti da Ambiti territoriali di caccia.
 
La Giunta regionale provvede annualmente alla ripartizione finanziaria delle risorse disponibili e a definire i criteri per il monitoraggio della fauna, per la gestione delle risorse per la prevenzione e per il risarcimento danni in favore degli imprenditori agricoli per i danni arrecati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole.
Il piano faunistico venatorio costituisce presupposto per l’eventuale deroga ai termini di apertura e chiusura della caccia, così come indicati nel calendario venatorio regionale.
 
Dato che il numero dei cacciatori in Toscana è in costante calo (erano 124 mila nel 2000, 73 mila nel 2018 e si stima che nel 2030 oscilleranno tra il 35 e i 40 mila), sarà necessario istituire metodi di valorizzazione dell’impegno profuso da chi presta servizi di volontariato e migliorare la disciplina degli Ambiti territoriali di caccia. Per quanto riguarda i danni provocati dalla fauna selvatica, la creazione di un’unica banca dati è fondamentale per avere una visione complessiva. Negli ultimi anni i conflitti maggiori si sono avuti con gli ungulati, in particolare cinghiale e capriolo, e con il lupo. Situazioni problematiche sono state riscontrate anche con i piccioni, i corvidi e le specie ittiofaghe, in particolare i cormorani. Altri obiettivi strategici dell’attuale programmazione sono la salvaguardia della biodiversità, migliorare la governance, incentivare la cultura della sicurezza e del rispetto reciproco.
 
 
Il crono programma prevede, nel corso del 2020, che dopo l’informativa si avvii il procedimento, si produca il documento preliminare di Vas, e si arrivi infine alla proposta finale entro fine anno. “Sono convinto che non riusciremo a chiudere il lavoro prima della fine della legislatura, ma questo confronto servirà ad approfondire il tema e a disegnare una fotografia esaustiva” ha concluso l’assessore.  
 
 
 

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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