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COMUNICATO STAMPA  n. 1445


Cultura: Giani, risorse dall’autonomia differenziata per il ‘sistema restauro’ in Toscana

In palazzo del Pegaso si è chiusa la giornata dedicata alla figura del restauratore. Il consigliere Giacomo Bugliani: “Confronto fra amministrazioni estremamente prezioso”

 

di Camilla Marotti, 29 novembre 2019

 

Firenze – Primo piano sul restauro e sui nostri beni culturali, anzi sul ‘sistema restauro’ in Toscana. Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale, tira le fila della giornata di studi promossa dall’Istituto per l’Arte e il Restauro Palazzo Spinelli con il contributo della Regione, che si è svolta oggi, venerdì 29 novembre, nella sala Gonfalone di palazzo del Pegaso.
 
Intervenuto in chiusura del convegno “Il futuro del sistema restauro nella Regione Toscana: Amministrazioni a confronto”, Giani mette sul tavolo una legge “per il restauro e per i nostri beni culturali, che devono essere mantenuti, essere sempre più belli, attrarre sempre più l’attenzione dei turisti e dei cittadini”. “In Toscana è concentrato il 25 per cento del patrimonio culturale nazionale – ricorda Giani -: con l’autonomia differenziata, quando avremo la legge quadro preannunciata dal ministro Boccia, potremo chiedere che una percentuale delle risorse che lo Stato raccoglie qui possa essere destinata in Toscana al restauro delle opere, ovvero possa rimanere nella regione”. Un esempio: “Se dai biglietti degli Uffizi arrivano trenta milioni, se un 20 per cento di queste risorse potesse concretarsi sul restauro dei beni in Toscana sarebbe un fatto molto importante”.
 
In sala Gonfalone una platea di addetti ai lavori e amministratori riuniti a discutere di restauro e beni culturali ma anche, per dirla con Emma Castè,  per “mettere al centro la figura del restauratore, che non è valorizzata e dovrebbe” nonostante “le eccellenze a Firenze, in Toscana e anche fuori”. Nelle parole della moderatrice del convegno la soddisfazione perché “per la prima volta c’è un confronto tra la politica e le amministrazioni su un tema così importante”. Castè, che pure ricorda la ‘conquista’ dell’elenco (nazionale) dei restauratori - “finalmente si è riusciti a sbloccarlo” – parla di un confine che ancora resta da superare: “l’utilizzo dei restauratori all’interno delle amministrazioni, anche per la progettazione”.
 
Il consigliere Giacomo Bugliani prende le mosse dalla mozione per la valorizzazione della figura di restauratore approvata dal Consiglio regionale lo scorso settembre. “Quello che si tiene oggi è davvero un incontro importante, perché vede a confronto tanti amministratori locali e persone che operano nella conservazione e nel restauro dei beni culturali”, spiega. In primo piano un settore “in cui la normativa, nel corso del tempo, si è stratificata a livello statale” e in cui “diventa determinante l’apporto delle Regioni; in epoca recente si registra un risultato importante, grazie al contributo della Conferenza Stato –Regioni, nella cristallizzazione di un percorso formativo per il riconoscimento della qualifica di restauratore”, continua Bugliani. “Un punto fermo in un contesto normativo che era molto vario e che oggi offre prospettive nuove: il confronto fra le amministrazioni è estremamente prezioso per il progresso in questo ambito”.
 
Nel corso della mattinata, sempre in sala Gonfalone, si è tenuta la presentazione finale dei workshop 2019 realizzati dagli allievi dei Master promossi da Palazzo Spinelli a Firenze, con la partecipazione degli studenti iscritti ai Master in Management degli Eventi Artistici e Culturali, Management dei Servizi Museali e Tecnologie Integrate per i Beni Culturali.
 
 

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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