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COMUNICATO STAMPA  n. 1321


Mostre: i ‘fiori’ di Thomas Berra sbocciano a Siena

Presentata in palazzo del Pegaso ‘Fiur’, l’esposizione che s’inaugura il 9 novembre ai Magazzini del sale

 

di Camilla Marotti, 7 novembre 2019

 

È un vintage fresco, quello di Thomas Berra, che non teme confronti né col sacro né con l’antico.  “Fiur” (fiori in dialetto milanese) è la mostra dell’artista che espone il suo ultimo ciclo pittorico, dedicato all’arte senese e italiana, ai Magazzini del sale di Siena, dal 9 novembre all’8 dicembre.
 
I ‘Fiori’ di Berra sono stati presentati questa mattina, giovedì 7 novembre, in sala Barile di palazzo del Pegaso. Il capo di gabinetto Paolo Becattini, portando i saluti del presidente del Consiglio Eugenio Giani, ha introdotto ‘le congiunzioni toscane’ che risuonano in questo viaggio dentro la magia senese secondo Berra: l’organizzazione affidata alla casa d’arte San Lorenzo di San Miniato, presente in palazzo del Pegaso con il gallerista Roberto Milani; Riccardo Ferrucci, curatore della mostra con Ivan Quaroni; i richiami al movimento della Transavanguardia italiana, che trova una cuspide in Sandro Chia, “un grande toscano che tuttora vive a Siena”.
 
Il consigliere regionale Nicola Ciolini ha parlato di “apertura del palazzo ai territori e alle varie realtà nazionali” come di un “valore perseguito durante l’intera legislatura” e confermato con la presentazione di Fiur, evento che gode del patrocinio della Regione Toscana.
 
L’ultimo ciclo pittorico di Thomas Berra– venti dipinti su tavole e alcuni disegni su carta – ‘gioca’ ispirandosi alla scuola senese, in specie al maestro Sassetta, le cui opere fanno da ‘spunto’ ai lavori in mostra ai Magazzini. Un luogo che è parte importante di questo evento di respiro nazionale. L’artista parla di “un grande privilegio” riferendosi al fatto di poter esporre “in un posto dove è un po’ nata la storia artistica del nostro paese”. Il progetto – che si prepara a nuove tappe, anche all’estero – ha preso le mosse dall’idea di “presentarsi con una mostra che elogiasse un po’ l’arte senese e un po’ il Rinascimento italiano”, spiega Berra. L’ispirazione nasce da un polittico di Sassetta dedicato alla vita di San Francesco: l’artista attinge dalla visione sacra “in modo laico, per esempio portando la pala d’altare come elemento di racconto e testimonianza di un uomo che ha fondato sull’amore il suo percorso di vita”.
 
“Berra è uno degli artisti giovani più interessanti in Italia, finalista a Milano lo scorso anno del premio Cairo”, spiega Riccardo Ferrucci, che richiama “la pittura molto fresca, giovane e vivace”, un’opera che “ricorda elementi della transavanguardia, di Cucchi e anche altri artisti, e dello stesso Mario Schifano, non intesi come ‘modelli’, ma per il comune sentimento che anima il suo lavoro”. Il curatore della mostra sottolinea il connubio tra i Magazzini – “uno degli spazi espositivi più belli d’Italia, un posto che ha secoli di storia” – e un giovane che guarda la storia della Toscana, di Firenze e anche di Siena. 
 
Roberto Milani rivendica un appuntamento ‘da vedere’, “per ammirare le opere e conoscere un nuovo volto di questo artista che ha un curriculum importante e internazionale”.  La mostra “porta a Siena un progetto di grandissimo spessore culturale, perché frutto della ricerca su grandi Maestri del passato” che i curatori Ferrucci e Quaroni, continua il gallerista, hanno saputo “calare in chiave del tutto contemporanea”. Ecco dunque che nel cuore della Toscana “s’illumina una luce nuova, con l’inserimento di opere ‘scanzonate’ nella suggestione dei Magazzini”.

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Immagine - Thomas Berra, con Nicola Ciolini e Paolo Becattini
Thomas Berra, con Nicola Ciolini e Paolo Becattini

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