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COMUNICATO STAMPA  n. 849


Accoglienza: il dibattito sulla proposta di legge (4)

Gli interventi del portavoce dell’opposizione Jacopo Alberti, Tommaso Fattori (Sì-Toscana a Sinistra), Leonardo Marras (Pd) e l’assessore Vittorio Bugli

 

di Ufficio Stampa, 10 luglio 2019

 

Il portavoce dell’opposizione Jacopo Alberti ha rilevato che la proposta di legge doveva avere un parere di legittimità preventivo. “Secondo i dati diffusi oggi dal Viminale, in Toscana nel 2018 da gennaio a luglio ci sono stati 16.935 migranti, quest’anno 3.126 – ha affermato – Un dato che nasce anche grazie al blocco delle navi delle organizzazioni non governative, una delle quali finanziata dalla Regione Toscana con 434mila euro nel 2017”.

“Tutti hanno diritto ad avere diritti, indipendentemente dalla loro situazione amministrativa. Per questo voteremo con convinzione questa proposta di legge” ha dichiarato Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra), sottolineando l’enorme responsabilità della politica, che “troppo spesso legittima, se non sollecita, l’odio per gli stranieri, per lucrare qualche voto”.

Il capogruppo Pd Leonardo Marras ha ricordato che la proposta di legge è stata presentata insieme ad un ricorso alla Corte costituzionale, non accolto. Tutti i rilievi di legittimità, inoltre, sono stati superati nel corso dell’esame ordinario, ad eccezione di uno che è stato oggetto di un emendamento specifico. Quindi “il provvedimento è assolutamente legittimo”. “Noi modifichiamo una legge del 2009 sui servizi sanitari di emergenza – ha affermato – E’ un testo che ha subito il vaglio della Corte costituzionale, tanto che da norma regionale è poi diventata legge dello Stato”. A parere del capogruppo, “non stiamo facendo operazioni contro il decreto Salvini”, ma “ci stiamo occupando degli effetti sociali che quelle norme determinano, con gli effetti prodotti sugli esclusi dai centri di accoglienza”. ”Nella legge c’è scritto che tutti in Toscana hanno diritto ad un piatto di pasta o di minestra e una coperta quando è freddo – ha sottolineato Marras – I quattro milioni che sono previsti per cinquemila persone sono 63 euro al mese, rispetto ai 105 euro che i Comuni sostengono per ogni cane nel canile municipale”. A suo parere è una legge che affonda le radici nell’identità dei toscani e ne riconosce la capacità di organizzare una rete di coesione e protezione, grazie anche a coloro che rischiano una denuncia per favoreggiamento del reato di clandestinità.

“Non dobbiamo aver paura nel fare una legge. Ci sono momenti storici in cui alcuni principi devono essere ribaditi, escludendo l’abbandono e l’emarginazione di chi, anche straniero, dimora in Toscana ed è privo di mezzi di sostentamento” ha osservato l’assessore Vittorio Bugli, ricordando che “occorre il coraggio di rappresentare una comunità, così come abbiamo giurato sulla Costituzione”. A suo parere “l’Europa ha conquistato il suo welfare non partendo dai privilegi dei ricchi, ma mettendo al centro i diritti degli interessati”. Questo dice la legge. Per questo, a suo parere, se una persona va in ospedale, deve poter continuare le cure essenziali fino alla guarigione, come pure un ragazzo deve continuare il suo percorso scolastico, anche se il padre è in difficoltà. Analogamente una persona finita in clandestinità deve poter trovare un tetto.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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