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COMUNICATO STAMPA  n. 574


Sanità: acquisto prestazioni da strutture private, interrogazione su revisione tetti di spesa

L’assessore al diritto alla Salute ha risposto in Aula: in atto percorso condiviso per articolazione budget e conversione risorse per favorire abbattimento liste di attesa. Priorità al mantenimento dei livelli occupazionali

 

di Ufficio stampa, 14 maggio 2019

 

La Regione ha dovuto intervenire sui limiti di spesa per l’acquisto di prestazioni dalle strutture sanitarie private, a seguito delle contestazioni mosse dalla Corte dei Conti ai bilanci di esercizio di alcune aziende sanitarie, nelle quali è stato evidenziato che i limiti di spesa delle convenzioni con gli istituti privati devono essere riferiti complessivamente all’attività erogata, compresa quella rivolta ai pazienti non residenti. È stato quindi definito un budget regionale, nell’intento di minimizzare gli effetti dell’abbattimento dei tetti di spesa, resosi necessario per riportare il sistema nei limiti di legge. Questo ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi, in risposta a una interrogazione sulla determinazione dei tetti massimi per l’acquisto di prestazioni dalle strutture sanitarie private accreditate, presentata dal consigliere Stefano Baccelli.
 
Il consigliere ha interrogato la Giunta regionale per sapere “qual è il livello generale di conoscenza della situazione di forte preoccupazione del settore delle strutture sanitarie private attualmente accreditate con il sistema della sanità regionale, rispetto alle possibili conseguenze della delibera 1220/2018”, con la quale la Regione è intervenuta nella determinazione dei tetti massimi; e ha chiesto alla Giunta “se e come ritiene opportuno attivarsi, coinvolgendo opportunamente i soggetti interessati, per verificare che le misure contenute nella medesima delibera non incidano negativamente sulla programmazione delle attività e sulle prestazioni erogate dalle strutture private accreditate, né tantomeno sui livelli occupazionali dei lavoratori potenzialmente interessati”.
 
La questione, si legge nell’interrogazione,  riguarda in particolare la clinica San Camillo di Forte dei Marmi, la casa di cura Santa Zita e la clinica Barbantini di Lucca. In questi ultimi mesi, ha spiegato l’assessore Saccardi, si sono tenuti incontri tra la direzione dell’Asl Toscana Nord-Ovest con i rappresentanti delle strutture per riorientare il cambiamento e condividere strategie di riconversione delle attività. Un cammino complesso che non si può dire completato: proseguono le trattative per l’articolazione dei budget, nella piena consapevolezza  dell’importanza e imprescindibilità del ruolo del privato, chiamato a integrare l’offerta pubblica in misura tale da garantire la risposta ai fabbisogni dei territori. C’è la massima attenzione, ha proseguito Stefania Saccardi, per garantire il pieno utilizzo delle risorse disponibili, privilegiando risposte alle criticità delle liste di attesa dei residenti, con una sostanziale ridefinizione dell’offerta sanitaria rivolta alle altre Regioni, in favore di una migliore risposta assistenziale a livello locale.
 
La conservazione dei livelli occupazionali all’interno di quelle strutture è una priorità per la Regione, ha aggiunto l’assessore. Di qui il lavoro di concerto per cercare di minimizzare l’impatto di quei provvedimenti.
 
Il consigliere Baccelli si è dichiarato assolutamente soddisfatto, ha sottolineato la preoccupazione per i livelli occupazionali. Baccelli ha espresso l’apprezzamento per il confronto in atto con le strutture private con l’obiettivo di contribuire all’abbattimento delle liste di attesa e offrire maggiori servizi per i cittadini residenti.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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