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COMUNICATO STAMPA  n. 309


Disarmo: messa al bando armi nucleari, mozione unanime chiede ratifica Trattato

In commissione Ambiente unanimità alla mozione presentata da Sì-Toscana a sinistra e Partito democratico. Il presidente Stefano Baccelli: “Tema su cui occorre assicurare massima trasparenza”. I consiglieri Francesco Gazzetti e Tommaso Fattori: “Lavoro congiunto per fare passo avanti importante”

 

di ufficio Stampa, 5 marzo 2019

 

Attivarsi presso il Governo perché in tempi brevi il nostro Paese ratifichi il Trattato per la messa al bando delle armi nucleari; sollecitare i sindaci interessati da situazioni di possibile rischio di emergenza radiologica –per presenza di navi a propulsione nucleare o per transito di materiale atomico –a fornire tutte le informazioni possibili e utili alla cittadinanza. Sono questi i due pilastri a fondamento della mozione approvata all’unanimità in commissione Ambiente del Consiglio regionale guidata da Stefano Baccelli (Pd). Il testo, presentato dal capogruppo Sì-Toscana a sinistra, Tommaso Fattori, e sottoscritto dal consigliere di maggioranza Francesco Gazzetti, dopo che sono stati accolti emendamenti, “affronta un tema su cui occorre assicurare massima trasparenza”, ha commentato il presidente Baccelli.
 
Se da un lato, infatti, pone l’accento sulla necessità per l’Italia di sostenere la messa al bando delle armi nucleari attraverso la ratifica del Trattato approvato a luglio 2017 dall’assemblea generale dell’Onu, dall’altro solleva il problema della mancata informazione di quanti risiedono in aree a “rischio nucleare”, ossia nelle vicinanze del porto di Livorno e della base militare statunitense di Camp Darby.
 
Come ricordato da Fattori in sede di illustrazione del testo, il porto labronico “può essere scalo per naviglio militare a propulsione nucleare, anche in funzione di rifornimento di armamenti alla vicina base militare americana”. “La condizione ‘nucleare’di Livorno –ha continuato –è stata a più riprese certificata dalla prefettura. Non a caso nel gennaio 2017 si è provveduto ad elaborare, con tutti i soggetti interessati, pianificazioni di emergenza di tipo ‘classificato’e quindi non comunicabile all’esterno se non nella parte relativa all’informazione della popolazione”.
 
 

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