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COMUNICATO STAMPA  n. 1219


Architettura in Toscana: via alla seconda edizione del Premio regionale

Torna l’iniziativa organizzata da Consiglio regionale, Ordini degli Architetti e Ance toscani, con la collaborazione della Fondazione Architetti Firenze. Giani: “Qualità e genialità dell’architettura riescono a far scuola, per promuovere la capacità di intervento sul territorio”; Meucci: “Nel premio c’è l’intenzione delle istituzioni toscane di lanciare una speranza per il futuro”

 

di Camilla Marotti, 8 novembre 2018

 

Presentata questa mattina, in palazzo del Pegaso, la seconda edizione del Premio di Architettura (PAT), organizzato da Consiglio regionale della Toscana, Ordine degli Architetti PPC di Firenze, Federazione degli Architetti della Toscana, Ordine degli Architetti PPC di Pisa, Fondazione Architetti Firenze e Ance Toscana, con il patrocinio del Consiglio Nazionale degli Architetti.
 
Il Premio, che punta a diventare un appuntamento fisso e un mezzo per promuovere e monitorare la trasformazione del territorio toscano, è rivolto alle opere realizzate nella regione negli ultimi cinque anni ed è diviso in cinque categorie, tra cui una dedicata all'opera prima.
 
A far gli onori di casa il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani e la consigliera Elisabetta Meucci. “Qualità e genialità dell’architettura riescono a far scuola, con la seconda edizione del premio diamo  spazio a un’iniziativa di alto profilo, per promuovere e valorizzare il talento e la capacità di intervento sul territorio”, afferma il presidente, che si dice “orgoglioso” per il Premio elaborato con il contributo fondamentale di Elisabetta Meucci e per la risposta da parte degli Ordini in Toscana. “Abbiamo una scuola di architettura che ha fatto la storia”, dice Giani, ricordando però anche “quanta genialità riescano ad esprimere gli architetti toscani anche nella contemporaneità”. Il Premio è un ponte che unisce questo mondo “con l’istituzione regionale, per poter riconoscere questo patrimonio proiettandolo verso i giovani architetti”. 
 
Elisabetta Meucci ringrazia il mondo degli architetti toscani che si è rivolto al Consiglio e in particolare alla consigliera: “Ho capito l’originalità della proposta – afferma -: non si tratta di un semplice concorso, perché qui si premia non solo l’architetto ma anche il committente e l’impresa. Questo giustifica l’interesse del livello istituzionale regionale”. Meucci parla di un’iniziativa che fa emergere “la natura sociale dell’architettura”, un mondo di “competenze e professionalità che rappresentano un fattore di crescita della comunità”. Forti del successo dell’edizione 2017, si rilancia un bando che accentua le caratteristiche del concorso “unico nel territorio nazionale, non solo per la qualità delle opere ma anche della giuria extraterritoriale e per la qualità dei premi assegnati”.
Nel premio, conclude Meucci, c’è l’intenzione delle istituzioni toscane di “lanciare una speranza per il futuro” – con il premio riservato agli architetti sotto i 40 anni – e il dovere di “sostenere la qualità dell’architettura. La Toscana “deve portare il vessillo, perché dobbiamo all’architettura la bellezza di cui ci circondiamo”.
 
A tratteggiare il profilo del concorso regionale, nato con l’obiettivo di stimolare la riflessione intorno all’architettura contemporanea protagonista delle trasformazioni del territorio e per diffondere la cultura del progetto come garanzia di qualità ambientale e civile, il presidente del Comitato Organizzatore Tommaso Barni, oltre che del presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze Serena Biancalani, del presidente dell’Ordine degli Architetti di Pisa Patrizia Bongiovanni, in rappresentanza della Federazione Architetti della Toscana, Alessandro Mannelli  e del presidente di Ance Toscana Stefano Frangerini.
 
L'edizione di esordio ha visto la partecipazione di oltre 140 progetti con cinque opere vincitrici in altrettante categorie e altri 15 progetti menzionati o selezionati per la mostra itinerante, inaugurata alla Palazzina Reale di Firenze e poi esposta, oltre che nel capoluogo toscano, anche a Siena, Pistoia, Piombino, Pisa, Pontremoli, Lucca, Arezzo e Prato, dove si è conclusa al Centro Pecci.
 
Il PAT è rivolto alle opere realizzate in Toscana nei cinque anni precedenti alla pubblicazione del bando, tra il 2013 e il 2018. Possono essere candidate al premio opere realizzate da singoli architetti o in gruppo, da dipendenti pubblici o privati. A presentare la candidatura possono essere sia il progettista che la committenza, ma anche l’impresa esecutrice dei lavori.
 
Il premio si articola in cinque categorie: opera prima, opera di nuova costruzione, opera di restauro o recupero, opera di allestimenti o interni, opera su spazi pubblici, paesaggio o rigenerazione. I partecipanti possono candidare una sola opera per ciascuna categoria. Una singola opera può essere candidata in più categorie. Per ciascuna categoria sarà premiata una sola opera, che riceverà un premio assegnato congiuntamente al progettista, alla committenza e all’impresa. Al vincitore della categoria “opera prima” sarà assegnato un premio aggiuntivo in denaro di  5mila euro.
 
A valutare le opere candidate sarà una giuria nominata dal Comitato organizzatore, composta dall’architetto Massimo Alvisi, dal professore e sociologo Giandomenico Amendola, dall’architetto Fabrizio Barozzi, dal professore e architetto Luca Molinari e dal professore e architetto Francesca Torzi. La pubblicazione dei risultati avverrà il 29 maggio 2019, mentre il giorno successivo, 30 maggio, si terrà la cerimonia di premiazione alla Palazzina Reale di piazza Stazione, sede di Ordine e Fondazione Architetti Firenze, dove sarà allestita anche la mostra dei progetti vincitori.
 
Il bando è reperibile online sul sito www.premio-architettura-toscana.it. Le iscrizioni saranno aperte dalle ore 12 di lunedì 3 dicembre per chiudersi venerdì 8 febbraio 2019 alle 24.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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