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Comunicati stampa

Comunicato n. 1253 del 13 settembre 2017

Cultura, Istruzione e Ricerca

Cultura e territorio: tutela antichi opifici, interrogazione della Lega

La vicepresidente Barni risponde all'atto che chiede valorizzazione e difesa delle opere testimonianza dell'era proto-industriale. Alberti (Ln): "Patrimonio che può creare indotto e ricchezza"

Firenze – Tra gli impianti industriali realizzati in Toscana tra il Medioevo e l'800 alcuni sono ancora funzionanti, o comunque ben conservati, altri sono in condizioni di grave degrado, come il complesso delle Gualchiere di Remole, che sorge sul terreno di Bagno a Ripoli ma che è di proprietà del Comune di Firenze. Palazzo Vecchio un mese fa ha emesso un bando d'asta per vendere le Gualchiere a 2,2 milioni al miglior offerente, contraddicendo l'impegno precedentemente dichiarato per il recupero della struttura. Un caso su cui si sofferma un'interrogazione che la Lega nord ha rivolto alla Giunta regionale, incentrata sui molti monumenti che sorgono in Toscana presso i corsi d'acqua, spesso risalenti ad epoca medioevale, e che testimoniano il ruolo attivo avuto dalla nostra regione fin dagli albori dell'età industriale. Questi complessi, antichi opifici e mulini che utilizzavano la forza dei corsi di acqua, operavano principalmente per la lavorazione dei prodotti agricoli, della pelle e delle fibra naturali, in particolare la lana. "La Regione è consapevole dell'importanza del recupero di numerose testimonianze monumentali e di numerosi monumenti pubblici che hanno necessità di intervento", ha detto la vicepresidente della Giunta Monica Barni rispondendo all'interrogazione. "Possibilità e celerità di intervento" sono però connesse "a stanziamenti che oggi non permettono affontare adeguatamente tutti gli interventi richiesti". In merito "all'atto di forza che il Comune di Firenze sta compiendo su di un bene che è proprietà di tutti i cittadini di Firenze", come recita l'interrogazione richiamando il caso della Gualchiere, Barni ha chiarito che la "Giunta si sta impegnando ad approfondire lo stato dei fatti". Sull'opportunità di salvaguardare dalla speculazione privata i monumenti dell'archeologia industriale toscana, e di promuovere iniziative di valorizzazione in collaborazione con le realtà italiane e internazionali, Barni ha ricordato che la disciplina degli usi consentiti dei beni di interesse storico e artistico si fonda su un assetto costituzionale dato. La Giunta è perciò disponibile ad approfondimenti sempre e comunque legati all'iniziativa dei Comuni. "Capiamo che le risorse sono poche e gli interventi da fare tanti, ed è comunque giusto che i Comuni facciano la propria parte", ha replicato il consigliere della Lega nord Jacopo Alberti. Ha però aggiunto: "Se Firenze e la Toscana sono grandi è anche perché in alcuni momenti storici la famiglia Medici si è letteralmente 'svenata' per il patrimonio culturale della nostra regione". Gli opifici citati nell'interrogazione, ha ricordato il consigliere, potrebbero essere interessanti per un coinvolgimento di Italia Nostra, Unesco, Fai: "Si può creare indotto e ricchezza; si tratta di un importante patromionio della nostra storia e della nostra cultura e tradizione, che va alimentato e difeso". (Cam)



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