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COMUNICATO STAMPA  n. 0049


Abetone Cutigliano: Comune unico dal 1 gennaio 2017

Sì a maggioranza alla fusione dei due comuni pistoiesi di Abetone e Cutigliano. Contrarie le opposizioni: M5S, Fi, Lega Nord, Fdi e Sì

 

19 gennaio 2016

 

Firenze– Il 1 gennaio 2017 nascerà il comune di Abetone Cutigliano con 2.170 abitanti, nove consiglieri comunali ed un massimo ditre assessori. Il comune nasceràdalla fusione di Abetone e Cutigliano in provincia di Pistoia. L’aula ha votato sì a maggioranza Pd, voto compatto contrario delle opposizioni M5S, Fi, Lega Nord, Fdi e Sì.
Il presidente del Consiglio, Giani è intervenuto a chiusura del dibattito. “Oggi – ha detto – con questa legge la nostra Regione risponde all’esigenza oggettiva di una riduzione del numero dei comuni e di una maggiore razionalità nel governo del territorio”.
Il presidente della commissione Affari istituzionali Giacomo Bugliani(Pd) ha riepilogato in aula il percorso. “Per quanto riguarda il comune di Abetone, su 311 voti – ha affermato - 198 sono stati i noe 113 i sì, per il comune di Cutigliano, invece, su 699 voti validi, 641 favorevoli e 58 contrari. In commissione si è deciso di considerare ilrisultato complessivo dei cittadini che hanno manifestato la loro volontà nella consultazione referendaria. Il criterio è stato quello di tenere conto della maggioranza manifestata dal corpo elettorale complessivamente inteso, ma anche di tenere conto del divario tra i voti favorevoli e contrari”.
“Il gruppo di Lega Nord – ha detto Marco Casucci– voterà contro”. “Si tratta di una forzatura – ha aggiunto il consigliere regionale -. Invitiamo a rispettare il parere dei cittadini di entrambi i comuni della montagna pistoiese che si sono espressi chiaramente e democraticamente: Cutigliano ha detto sì, Abetone ha deciso per il no. Ci vuole il consenso di ambedue gli interessati”.
“L’esito referendario è chiaro – ha detto Gabriele Bianchi(M5S) – i due comuni hanno fatto le rispettive scelte, interpretare il risultato così com’è uscito dalle urne, calcolando il totale dei votanti dei due comuni è una distorsione che affossa la  rappresentanza democratica e mina la libera espressione delle singole realtà locali. Si è elusa la volontà popolare”. “Riteniamo questo atto di una gravità assoluta e di una violenza inaudita. Il Pd oggi sostiene che il parere di 256 cittadini sia nullo”.
Il capogruppo di Sì, Tommaso Fattori(Sì) ha espresso parere favorevole alle fusioni di comuni ma “solo – ha detto - quando la volontà dei cittadini sia chiara”. “E’ evidente che se si vanno a fondere due soggetti ci deve essere la volontà esplicita in tal senso nella maggioranza di entrambi isoggetti e non può valere la logica della somma dei voti totali”.
“Una forzatura dettata da interessi economici” così Giovanni Donzelli, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha definito questa fusione. “Avete deciso – ha aggiunto - come ridisegnare i comuni della Toscana a prescindere dalle volontà delle popolazioni e dal referendum”. “Si tratta di un’annessione – precisa Donzelli - non di una fusione di Comuni”.
Massimo Baldi(Pd), nell’esprimere soddisfazione per la fusione sul territorio pistoiese, ha precisato che “questa proposta di fusione proviene dalle deliberazioni assunte dai sindaci e dai consigli comunali di entrambi i comuni”.
Per il capogruppo di Forza ItaliaStefano Mugnai“Il percorso di fusione tra comuni in Toscana è importante, è un sentiero da battere con determinazione ma nel rispetto della volontà popolare e secondo la prassi”. “Rispetto ad un tema così sensibile che tocca l’identità profonda non si possono fare forzature. Si rischia che il termine fusione assuma una connotazione negativa”.
Marco Niccolai(Pd) ha ribadito che il voto favorevole alla fusione “nasce dal protagonismo dei comuni con il consenso dei consigli comunali interessati”.
Un invito al Pd e al presidente del Consiglio regionale Eugenio Giania considerare il nounanime delle opposizioni è arrivato dal portavoce Claudio Borghi(Lega Nord). “Iniziare così un processo di fusione – ha detto Borghi - è sbagliato e non opportuno. Se alla fine c’è una questione che così minima non è, perché tutte le opposizioni pensano che questa fusione non sia ben congeniata, perché non rimandare?”. “Un comune ha detto no e viene unito forzatamente”.
“La fase di aggregazione dei comuni – ha detto Leonardo Marras(capogruppo Pd) - è uno strumento straordinario per l’efficienza della pubblica amministrazione locale. Siamo in un periodo di profonda trasformazione. Siamo per fare le fusioni”.
“Sulla mancanza di un concetto statistico e matematico, sulla pesatura del voto e sul numero degli abitanti” si è soffermato Paolo Sarti(Sì). “Nessuno mette in dubbio la volontà di cambiare – ha concluso – ma cambiamo in meglio”.
“Questa legge – ha concluso il presidente Giani - nasce dalla consapevolezza delle posizioni espresse sia con il referendum sia con un’annosa volontà di confronto con la Regione Toscana”.(bb)
 
 
  

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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