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COMUNICATO STAMPA  n. 1412


Regione: Manovra finanziaria, il dibattito (3)

Gli interventi di Andrea Pieroni (Pd), Paolo Marcheschi (FdI), Maurizio Marchetti (FI), Serena Spinelli (Art.1 – Mdp), Leonardo Marras (Pd)

 

di Camilla Marotti, 18 dicembre 2018

 

La Toscana, con questo bilancio, “Non aumenta le tasse e i cittadini non subiscono nuove imposizioni fiscali”. Il consigliere Andrea Pieroni (Pd) ribatte così a chi, dai banchi di opposizione, critica la “continuità” della manovra toscana, e sottolinea anzi la previsione del pil all’1,2%, “ben sopra la previsione nazionale”. Un dato che non è dovuto “al caso”, ma che è frutto di scelte che collocano la nostra regione nel novero delle eccellenze sul piano nazionale per risorse investite sull’export (in crescita nel terzo trimestre e nel raffronto allo stesso periodo del 2017). In primo piano le misure pensate per piccole e medie imprese “per esempio attraverso il nuovo fondo di garanzia, che ha una dotazione iniziale di 3 milioni e che può arrivare a una capacità di moltiplicato di 1 a 8”. Il capitolo “investimenti” offre cifre importanti: “Nel 2019 avremo una dotazione di 421 milioni, una somma mai così abbondante, derivante da risorse regionali e nazionali”. Pieroni cita la decisioni del Cipe per la Toscana e quindi, tra i punti qualificanti, la tangenziale di Pisa, “opera fondamentale perché, tra l’altro, va a servire l’area di Cisanello”, e anche gli investimenti sulla viabilità locale, 2 milioni per le amministrazioni con meno di 5000 abitanti”. Apprezzamento anche per l’impegno della Toscana per Calci, 1,5 milioni: “la Regione si fruga in tasca e lo fa con la responsabilità e l’attenzione che servono”, invece, “dal Governo nemmeno un euro”, ma solo “l’autorizzazione a utilizzare le risorse europee, che erano già nella disponibilità della Regione”. Tra i punti in evidenza anche gli investimenti per la sicurezza dei territori - 400mila euro per i Comuni per l’aggiornamento delle carte idrauliche - e l’attenzione per il tema della coesione sociale e della vita indipendente, che Pieroni ha definito “nodo strategico” ricordando l’ordine del giorno presentato ai lavori d’Aula.

Paolo Marcheshi (FdI) ha lamentato “una continuità assoluta delle scelte precedenti” nella manovra al voto. “In termini di competitività siamo addirittura al 171° posto in Europa”, ha detto, fotografando una regione che “prima era l’ultima delle regioni del Centro Nord, ora è la prima di quelle del Centro Sud”. In evidenza le carenze del sistema creditizio e, quindi, del sostegno alle piccole e medie imprese: il consigliere ha ricordato “il flop di Fidi toscana”, “la tradizionale distanza della sinistra dal mondo economico”, il “crollo del sistema sociale in Toscana, che era sempre stata un serbatoio di voti per la sinistra”. Nel “ragionamento politico” che Marcheschi ha proposto all’Aula, l’accusa a chi “ha governato per quasi 50 anni” è di non aver messo in atto “politiche che guardassero alle generazioni successive”. I cambiamenti demografici si sono avviati fin dagli anni ’70. “Voi - ha detto Marcheschi rivolto ai banchi di maggioranza - avete preferito una politica assistenziale e clientelare”. Oggi c’è un “allargamento della distanza generazionale” e “fare i figli è diventato un lusso”. “Abbiamo il triste primato della più alta quota di donne senza figli - ha aggiunto il consigliere -. Non li fanno per scelta, perché non li riescono a mantenere”. Marcheschi ha concluso il suo intervento ricordando anche come i giovani ormai “desiderino andarsene e sognare” altrove. “La Toscana è mummificata”. “Non riesco a trovare un provvedimento che vada ad attenuare la pressione fiscale” ha detto Maurizio Marchetti (FI), invocando anche misure riferite “alla diminuzione della burocrazia”. Il consigliere ha posto l’attenzione sul piano di razionalizzazione delle società partecipate e la dismissione delle società termali. Il bando per le Terme di Montecatini “è andato deserto, in una città che è al collasso e in cui un rilancio del termalismo sarebbe salutare”. “La capacità politica – ha affermato Marchetti – sta nel portare l’interesse pubblico su un piano che si combini con un utile del privato. Mettiamoci subito in moto”. Tornando al bilancio Marchetti si è concentrato sui “servizi” e sui “problemi legati alla sanità”. A proposito di rifiuti ha invocato “qualche colpo di reni: la Regione si è accartocciata, non si riesce a fare gli impianti. Ci sono settori, come il cartario, ma anche il tessile, che sono in grandissima difficoltà”. Critica anche la situazione sul fronte dei trasporti, con investimenti che non si riesce a realizzare da anni.

Serena Spinelli (Art.1 –Mdp) ha cominciato puntualizzando che “la legge di Bilancio dello Stato ancora non è approvata” e, quindi, ha messo a fuoco alcuni dei passaggi emersi nel corso del dibattito. A proposito della situazione demografica, e del riferimento alle regioni del Sud, la consigliera ha invocato la lettura dei dati, che vanno letti “con riferimento al cambiamento dei tempi”. Venendo al reddito di cittadinanza, ha ricordato il tema “dello stipendio troppo basso, di cui si discute in tutta Europa”e parlando di meritocrazia ha invocato gli investimenti “nella scuola da 0 a 6 anni e sulla formazione continua”. Rivolta ai banchi della minoranza che governa a Roma, e parlando di sanità, ha invocato strumenti per “ davvero” e si è detta “disponibile” ad accogliere “la sfida sui ticket”. Leonardo Marras (Pd), ha passato in rassegna le misure della manovra per la Toscana a fronte della “manovra nazionale, che in effetti ha permesso alle Regioni di sottoscrivere un accordo che vale 3 anni sulla base di un saldo zero”. “Ma quale manovra?” si è chiesto il capogruppo e “con quali implicazioni sui bilanci delle Regioni”. La differenza, ha ricordato Marras, “sono i 421 milioni di investimenti iscritti a bilancio”, la gran parte dei quali dovuti agli impegni del Governo precedente. “La vera incognita, oggi, è l’impegno del governo sulle opere pubbliche in Toscana”. “E’ tutto sospeso”. Secondo il consigliere “è legittimo pensare che oggi ci sia un’azione addirittura punitiva verso la Toscana e l’orientamento del suo governo regionale”. Così di fronte “al saldo finanziario enorme, gigantesco”. “Sono sei mesi che l’Italia sta rischiando di precipitare in una crisi indotta solo dall’incertezza e dalla conflittualità della maggioranza che ci governa”. In primo piano l’attenzione sugli interventi sul credito e il fondo istituito per le imprese, sapendo che il 2019 sarà un anno difficilissimo per l’accesso al credito delle piccole  medie imprese.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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