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COMUNICATO STAMPA  n. 1221


Infanzia zero–sei: Danti, fondamentale integrazione pubblico-privato

Il presidente della commissione Cultura interviene nel dibattito in palazzo Bastogi, per la Giornata di studi sull’educazione da zero a sei anni

 

21 novembre 2013

 

Firenze – “La Toscana deve porsi il problema del mantenimento dei servizi e della relativa copertura dei costi”. Nicola Danti, presidente della commissione Cultura del Consiglio, tira le fila della Giornata di studi che si è svolta nella sala delle Feste di palazzo Bastogi sul tema “L’educazione da zero a sei anni: Regioni a confronto”. Nel passato – ricorda il consigliere – il problema è stato soprattutto quello di potenziare la diffusione dei servizi, “oggi il tema è piuttosto quello di utilizzare pienamente le potenzialità della rete dei servizi disponibili”. L’ottica si sposta dunque dalla quantità alla qualità.
Con Danti, per la sessione pomeridiana, anche il presidente della commissione Cultura dell’Emilia Romagna, Eugenio Pagani; Daniela Lastri dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale e il vicepresidente della Giunta, Stella Targetti.
Per il presidente della commissione Cultura, occorre però garantire il diritto di usufruire di un servizio per la prima infanzia a tutti i bambini sul territorio regionale. Ovvero “verificare il grado di copertura in quelle aree del territorio più marginali, come ad esempio le zone rurali o montane, in modo da poter garantire anche alle famiglie che scelgono di non abitare nei centri urbanizzati la possibilità di scegliere questo tipo di percorso educativo per i loro figli”.
Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia in Toscana, il 68,5% dei bambini frequenta una scuola pubblica statale, l’8,7% una pubblica non statale ed il 19,2% una privata, arrivando così ad un tasso di copertura pari al 96,4%. “Da questi dati si evince come il ruolo statale sia di primaria importanza nella nostra regione”, continua Danti che aggiunge la riflessione sulla cosiddetta Riforma Gelmini per le scuole dell’infanzia. Si è verificato un mancato finanziamento delle ulteriori nuove sezioni e questo ha provocato in Toscana l’esplosione del problema delle liste d’attesa, data la forte domanda da parte delle famiglie. La risposta con cui la Regione Toscana ha ovviato a questo problema è rappresentata dalle cosiddette Classi Pegaso, che sono andate aumentando negli anni, “tanto da rischiare di non essere in futuro più sostenibili da un punto di vista finanziario”. Così, diventa “fondamentale l’integrazione fra pubblico e privato”. In questo senso la politica regionale toscana “ha parzialmente invertito la rotta, con la decisione di finanziare sì le Classi Pegaso attualmente in essere, ma senza istituirne di nuove, al contempo sostenendo finanziariamente le famiglie i cui figli frequentano le scuole dell’infanzia paritarie, pubbliche e private”. Questo nuovo tipo di misura, inizialmente presa per il 2013, è stata confermata con la legge finanziaria per il 2014, che la estende al triennio 2014/2016 e prevede un contributo alle famiglie con ISEE fino a 30.000 mial euro destinato al sostegno al pagamento delle rette.
Per il consigliere “forse l’unica soluzione può essere quella di basarsi, anche per le scuole dell’infanzia, così come per i servizi alla prima infanzia, su di un sistema effettivamente integrato pubblico-privato, con graduatorie uniche: una volta esauriti i posti nelle scuole statali, alle famiglie potrebbe essere proposto un posto in una scuola paritaria (pubblica o privata), con la concessione di un contributo per il pagamento della retta”.
Per la fascia 0-6 anni, la Regione Toscana ha avviato una serie di sperimentazioni di Centri Integrati. Il tema è tuttavia delicato, dal momento che il sistema si compone di due settori diversi per la prima e la seconda infanzia: il primo di competenza regionale, il secondo statale. “Motivo per cui, se realmente si vuol dar vita ad un tale tipo di esperienza – continua Danti -, si deve probabilmente perseguire l’unitarietà nell’orientamento progettuale, senza pensare di dover necessariamente modificare gli assetti organizzativi dei servizi”. (Cam)

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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