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COMUNICATO STAMPA  n. 1220


Infanzia zero-sei: consolidare il sistema dei servizi

L’introduzione di Gianluca Parrini: “Serve un patto per la piena integrazione tra pubblico e privato”. Daniela Lastri: “Trovare le risorse e attivare i livelli essenziali di prestazione”. Il punto di vista del Ministero della pubblica istruzione, con Maria Rosaria Silvestro e Sergio Govi

 

22 novembre 2013

 

Firenze – Il consigliere Gianluca Parrini ha introdotto il convegno a Palazzo Bastogi “L’educazione da zero a sei anni: Regioni a confronto”.
Con dati alla mano, Parrini, che fa parte della commissione Cultura, ha presentato la situazione dei servizi in Toscana. Al 31 dicembre 2012, per lo 0-3 il rapporto tra bambini iscritti e frequentanti sul totale della popolazione 0-3 anni era del 31,7 per cento, quindi in linea con l’obiettivo di Lisbona. Per il 3-6 ben il 97 per cento. Sul fronte delle risorse complessive: “Nel 2013 la Toscana ha investito oltre 10 milioni di euro per la fascia 0-3, registrando il superamento dei servizi a titolarità privata su quelli a titolarità pubblica, con oltre il 51 per cento”, ha sottolineato il consigliere. Per lo 0-6 le risorse hanno superato i 5 milioni e mezzo, ovviamente per le paritarie, sia comunali che private.
Tra le peculiarità toscane Parrini si è soffermato sul progetto Pegaso e sui buoni scuola. “Il progetto Pegaso per la scuola dell’infanzia ha visto la Regione sostituirsi allo Stato, garantendo in cinque anni la permanenza di 490 sezioni, rimaste statali, ma finanziate dalla Regione – ha spiegato – frequentate da 11 mila bambini con un impegno finanziario di oltre 21 milioni di euro”. “L’intervento dei buoni scuola, istituito nel 2013 e da replicare negli anni successivi – ha continuato – va a sostenere le famiglie con reddito inferiore a 30 mila euro, come contributo alle spese per la frequenza dei figli, con un impegno finanziario di 1 milione e mezzo di euro”.
Come continuare l’impegno? Secondo Parrini “occorre consolidare l’attuale sistema dei servizi educativi all’infanzia, per evitare che la crisi economica non determini una regressione rispetto agli attuali livelli”. Al tempo stesso “è necessario lavorare per una effettiva e piena integrazione tra pubblico e privato: al di là delle buone intenzioni del governo e del legislatore regionale – ha sottolineato il consigliere – nella nostra regione ci sono ancora riserve ideologiche contro il sistema privato, quasi esclusivamente privato sociale”. “Come conseguenza auspico un patto, un’alleanza tra pubblico e privato, soprattutto nel sistema 3-6 – ha concluso – per intervenire in modo sussidiario rispetto al lento ma sicuro disimpegno da parte dello Stato”.
Presenti al convegno Maria Rosaria Silvestro e Sergio Govi, del Ministero della Pubblica Istruzione, che hanno focalizzato l’attenzione  sui “Servizi integrativi per l’infanzia nella prospettiva del sistema 0-6 anni: anticipi e sezioni primavera”. Di fronte alla scolarizzazione che tende ad abbassarsi è quanto mai urgente fare investimenti di qualità nella prima e seconda infanzia, raccordando lo 0-3 e lo 0-6 in una logica di sistema e di continuità: “c’è bisogno di pensare in grande per costruire il futuro”.
Sulla stessa lunghezza d’onda la consigliera segretaria dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea toscana Daniela Lastri: “Investire sullo 0-6 è una scommessa per la Regione e per un paese che vuole andare avanti, ancora di più in una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo c’è bisogno di sviluppare asili nido e scuole dell’infanzia, per non rischiare di abbassare i livelli culturali raggiunti”. “La Toscana ha creato una rete importante di servizi alla prima infanzia e dato la possibilità di incrementare il numero delle scuole, ma oggi c’è urgente bisogno di trovare risorse necessarie a sostegno di queste politiche anche da parte dello Stato – ha continuato la consigliera – per rendere sempre più omogenei i servizi verso lo 0-6, attivando i livelli essenziali di prestazione (lep), per evitare che l’anticipo nelle scuole dell’infanzia non metta in discussione la qualità raggiunta con i progetti educativi come le sezioni Primavera”. (ps)

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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