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COMUNICATO STAMPA  n. 0804


Partecipazione: il confronto nell’assemblea

Gli interventi di Del Carlo (Udc), Lastri (Pd), Donzelli (FdI), Magnolfi (Pdl), Sgherri (Fds-Verdi) e la replica dell’assessore Bugli

 

23 luglio 2013

 

Firenze – Nel corso del dibattito Giuseppe Del Carlo (Udc), dopo aver sottolineato la necessità di rivedere la legge precedente e il bisogno di fare ulteriori precisazioni, si è soffermato su due lati positivi: il tentativo di incanalare il dibattito pubblico e quindi la partecipazione su opere strategiche superiori ad un certo importo; la creazione di una autorità collegiale, e non monocratica, per arrivare ad un giudizio più oggettivo. Soddisfatta del lavoro fatto la consigliera Daniela Lastri (Pd), “un lavoro collegiale che ci ha permesso di migliorare la legge, che aveva difetti ma anche pregi, primo fra tutti l’essere stata l’unica legge attivata sulla partecipazione a livello nazionale, con conseguenti riconoscimenti internazionali, con la partecipazione vista come parte integrante del modello europeo”. E in merito ai percorsi attivati, la consigliera si è soffermata sui buoni risultati a livello di enti locali – “dove non vi è conflitto tra democrazia partecipativa e rappresentativa” – e sul rafforzato ruolo delle “scuole, esempi di cittadinanza attiva e capaci di coinvolgere i territori”. Anche per Giovanni Donzelli (FdI) “è fondamentale che i cittadini partecipino alla vita pubblica se vogliamo una democrazia forte, ma se davvero si vuol far decidere il popolo perché non ricorrere ai referendum?”. Il consigliere ha quindi parlato di Toscana come di “mondo strano”, una realtà dove si possono rivedere le leggi se il consenso del popolo non va nella direzione della politica. “Se desideriamo arrivare alla reale partecipazione democratica – ha concluso – lavoriamo per informare i cittadini e lavoriamo anche per le preferenze”. Per Alberto Magnolfi (Pdl) molti si sono impegnati intorno a questo provvedimento, ma siamo lontani da una “riforma vera”, siamo ad una “legge che ricalca ancora il vecchio modello, introduce la nuova forma del dibattito pubblico ma non basta, manca una sintesi organicamente predisposta per arrivare a decisioni definite”. Il presidente ha inoltre criticato l’aumento dei costi di gestione per l’autorità collegiale ed ha annunciato il voto di astensione del proprio gruppo. “Giudizio sostanzialmente positivo” sulla legge è stato espresso da Monica Sgherri (Fds-Verdi), soffermandosi sugli esiti del dibattito pubblico, che hanno portato al ritiro di metà dei progetti; e sulla partecipazione come forma primaria di governo, dove “le opere più sono condivise e più si realizzano facilmente”. “Questa legge è essenziale per una Toscana sempre più coesa – ha concluso – non avrei paura di questo istituto, che può davvero generare il cambiamento”. Nella replica, l’assessore Vittorio Bugli, dopo aver ringraziato tutti i consiglieri per il positivo lavoro svolto, ha parlato di percorso difficile e in fieri, ma anche di “importante tentativo di provare a misurarsi su una grande esperienza positiva”. Due i filoni significativi: da un lato il governo delle cose più grandi attraverso il dibattito pubblico che lo precede e dall’altro la partecipazione a livello locale definendo meglio i percorsi. “La legge infine si chiede come si partecipa attraverso la rete e le nuove tecnologie – ha concluso – e questo non è certo un passaggio di poco conto: su questo tema, da settembre, proveremo a raccontare esperienze e chiameremo a confrontarsi studiosi a livello internazionale”. (ps) -fine-

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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