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COMUNICATO STAMPA  n. 0652


Fondazione Cultura Toscana: prima tappa in commissione

Presentata la proposta di legge per fondere e incorporare Orchestra Regionale Toscana, Sistema Toscana e Toscana Spettacolo. Il presidente Danti (Pd): “Modello capace di rilanciare investimenti in cultura”. Manneschi (Idv): “Procederemo a consultazioni anche delle tre Fondazioni, ma potestà legislativa spetta all’aula”

 

19 giugno 2013

 

Firenze – Non si tratta affatto di “risparmio sui gettoni di presenza”, ma di rilanciare la cultura in Toscana anche creando “un unico soggetto al posto delle tre attuali fondazioni”. Un soggetto “più forte, capace di attrarre altissime professionalità, in grado di interloquire con un mondo, quale è quello della cultura oggi, che deve intercettare finanziamenti anche a livello europeo”. Nicola Danti, Pd, presidente della commissione Cultura, illustra nella seduta congiunta con la commissione Affari istituzionali, presieduta da Marco Manneschi (Idv), la proposta di legge per istituire la Fondazione Cultura Toscana, quale “soggetto altamente specializzato che opera nel campo della cultura al servizio di tutta la Regione”. La sorte di Orchestra Regionale Toscana, Sistema Toscana e Toscana Spettacolo è risolta con la fusione per incorporazione nella nuova Fondazione. Quanto alla preoccupazione che vengano meno i fondi ministeriali di cui attualmente godono due delle tre fondazioni toscane, il presidente ricorda che “il Ministero finanzia progetti, non strutture”. Certo sul tavolo c’è un “lavoro difficile”, questo “è il testo che avvia un percorso” tutt’altro che semplice anche dal punto di vista legislativo, tecnico. Serve anche una forte integrazione tra strutture della Giunta e degli uffici legislativi del Consiglio, tanto che Danti annuncia l’avvio di un gruppo di lavoro misto, destinato a “sviscerare tematiche” emerse e che emergeranno per “arrivare a un testo con gli obiettivi dati”. Tra i quali, sempre nel corpo delle modifiche proposte dalla commissione cultura e destinate ad essere declinate con il Piano della cultura, anche lo stop del finanziamento diretto per tutti i soggetti beneficiari che non siano partecipati direttamente dalla Regione, con la previsione quindi di una assegnazione di fondi per bando su base di progetti; e l’obbligo, per i destinatari di aiuti regionali, di riservare una percentuale dei finanziamenti ricevuti per la formazione del pubblico e degli utenti, con particolare riferimento ai giovani. Il presidente Manneschi ricorda che si procederà alle consultazioni anche delle tre fondazioni esistenti, pronti a recepire le indicazioni che verranno da tutto il mondo della cultura in Toscana coinvolto in questa proposta, “ma sapendo che la potestà legislativa spetta a quest’aula e alle persone che la compongono”. Alberto Magnolfi, capogruppo Pdl, dichiara di condividere “l’obiettivo con una richiesta che viene da lontano, e cioè mettere ordine e sintetizzare”, fermo restando che “poi occorrerà entrare nel merito, ci sono state autorevoli prese di posizione che andranno considerate”. Per Gianluca Parrini, Pd, consigliere segretario della commissione Cultura, è “giusta” la modifica nelle forme di finanziamento: “Anche negli anni precedenti c’erano figli e figliastri, chi aveva i finanziamenti garantiti dalla Regione e chi invece doveva compiere notevoli sforzi progettuali per assicurarseli”. Posto “l’arricchimento in fase di audizione e consultazione”, il punto politico è “presentare la proposta di legge e andare avanti”. Tommaso Villa, Pdl, vicepresidente della commissione Cultura, dice che “ascolterà volentieri” Claudio Martini, oggi presidente dell’Ort critico verso la fusione e ieri governatore della Giunta Regionale dove si parlava di razionalizzazione di costi e strutture delle fondazioni in Toscana. Quanto ai finanziamenti solo per bando “ne guadagnerà la cultura in qualità”. Marco Spinelli (Pd), premette che certo, ci sono “valutazioni e ragionamenti da fare” e “piccoli aggiustamenti” che potranno venire sia dal percorso partecipativo che dall’iter d’aula; ma in discussione c’è anche la “crescita individuale delle persone”, legata alla formazione per il pubblico e specialmente per i ragazzi: “Qui c’è da preparare le scuole e i giovani”, perché possano diventare “protagonisti della cultura in Toscana”, aggiunge Spinelli rivolgendosi particolarmente a Gabriele Chiurli, gruppo Misto, che proprio sulla formazione obbligatoria del pubblico aveva sollevato interrogativi e chiesto migliore formulazione nel testo. La proposta di legge “è un significativo elemento di svolta”, chiude comunque Spinelli. Daniela Lastri, Pd, precisa che se la ratio “fosse solo il risparmio, non avrei firmato la proposta di legge; così non è”. Lastri definisce “molto importante” la possibilità di interloquire con le tre Fondazioni: “Mi interessa sapere cosa pensano”. Per la consigliera è essenziale “costruire il miglioramento della proposta guardando al miglioramento dell’offerta culturale, perché si amplii il pubblico”, “un pubblico attivo”.“La proposta di legge cerca di far fare un salto di qualità al nostro sistema e qualla di stamattina è una tappa di questo percorso”, da intraprendere “senza pregiudiziali e polemiche”. (Cam)

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana

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