Per migliorare l’esperienza di navigazione delle pagine e la fruizione dei servizi online, questo sito utilizza cookie tecnici e analitici.
Questo sito permette inoltre l’utilizzo di cookie di terze parti per funzionalità quali la condivisione e la visualizzazione sui social media.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando su collegamenti nella pagina acconsenti all’uso di questi cookie.
Per informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli, leggi la Cookie policy dei siti del Consiglio regionale della Toscana.
» Ufficio stampa » Comunicati » Comunicato Indietro

COMUNICATO STAMPA  n. 700

 
dal   
  al     
 

Legge elettorale: Lastri, Consiglio al lavoro per garantire democrazia paritaria

La consigliera dell’Ufficio di presidenza a capo dell’intergruppo consiliare per la riforma elettorale: “Sistema uninominale offre maggiori possibilità per parità di genere e chiama i partiti alle loro responsabilità. In autunno avremo la nuova legge”

 

2 luglio 2013

 

 

Firenze – Il lavoro del gruppo guidato dalla consigliera Daniela Lastri sulla riforma della legge elettorale è già in fase avanzata. I partiti, rappresentati dai gruppi consiliari, hanno presentato le loro proposte, “rispettando le scadenze che ci eravamo dati”. Adesso “siamo in grado di formulare ipotesi più concrete”. Eccoli i punti salienti sui quali il Consiglio sta lavorando, alla ricerca di una sintesi il più possibile condivisa, “cercando di trovare un minimo comune denominatore, ciascuno ha provato a farsi carico di questa dimensione unitaria”. Daniela Lastri, che fa anche parte dell’Ufficio di presidenza dell’Assemblea toscana, li elenca: “Quanto all’elezione del presidente della Regione, siamo partiti dall’idea di mantenere il turno unico: nel corso del dibattito è emersa, trovando diverse disponibilità, anche l’opzione del doppio turno, soprattutto per evitare che il presidente possa essere eletto con soglia molto bassa”. Di qui, le ulteriori ipotesi: “Mi sembra che ci sia un certo consenso nel dire che il presidente debba essere eletto da almeno il 40 per cento dei voti validi, al di sotto dei quali far scattare invece il ballottaggio tra i due migliori piazzati. Si sta ancora riflettendo – ha aggiunto la consigliera – se questa soglia è sufficiente o se sia meglio puntare alla maggioranza assoluta”. La scelta del doppio turno, ha spiegato ancora Lastri, “può essere applicata sia con elezione del Consiglio su liste plurinominali con voto di preferenza, sia con il collegio uninominale. Però le due elezioni a doppio turno – Presidente e consiglieri – non vanno bene insieme, soprattutto se c’è il premio di governabilità”. Quindi, il punto sull’elezione dei consiglieri “senza più ricorrere a liste bloccate: per superarle si deve andare o sul voto di preferenza o sul voto tra candidati unici di diversi partiti”, come previsto nel caso del collegio uninominale.

È proprio nella valutazione di “pregi e difetti” del sistema uninominale e delle liste plurinominali con voto di preferenza il centro principale del confronto in atto. Il primo “ha il pregio di identificare il partito con il candidato unico”, grazie ai collegi uninominali dà luogo “ad una rappresentanza territoriale”, e favorisce “il confronto tra i candidati dei diversi partiti. I difetti principali: “Non è possibile fare 40 collegi uninominali, ne potremmo avere venti, o diciotto o ventidue al massimo, con sistemi di recupero dei migliori piazzati o una seconda scheda elettorale”. Il voto di preferenza “dà immediatamente il senso della scelta dell’elettore e ha anche il pregio di poter fare una legge innestandola su quella attuale”. Ma ha il difetto, prosegue la consigliera, “di comportare campagne elettorali sempre più costose. Ovviamente, questo sistema rende del tutto inutili, se non addirittura controproducenti, le primarie”. Nel caso della reintroduzione delle preferenze, “è emersa l’ipotesi di fare circoscrizioni omogenee e piccole, diciamo di quattro candidati”. L’opinione personale di Daniela Lastri è che “i pregi del collegio uninominale siano molto superiori a quelli della lista plurinominale e se si sceglie l’uninominale, si possono fare tutti gli accorgimenti per garantire pluralismo e rappresentanza delle minoranze”.

Garanzia di rappresentanza delle minoranze, semplificazione e miglioramento della trasparenza nella raccolta di firme per la presentazione delle candidature sono altri argomenti ben presenti sul tavolo di lavoro, ha proseguito la consigliera. Così come la revisione della legge regionale sulle primarie, “solo nel caso di sistema uninominale e senza spese da parte della Regione”. E ancora, “limitare il numero dei mandati” e, non ultima, “l’attuazione della democrazia paritaria”. Il principio della democrazia paritaria “si va affermando nella legislazione nazionale ed è già presente in altre Regioni. Nella nostra Assemblea regionale, le donne elette sono poche, la rappresentanza è intorno al 16 per cento. Si stanno dando da fare, hanno presentato una risoluzione, hanno sottoscritto un patto, una carta d’intenti con le associazioni della società civile”.

Una legge elettorale, “per essere a misura di donna deve essere veramente paritaria. Poi deve consentire alle donne di poter competere alla pari”. Il principio della rappresentanza di genere, osserva Lastri, “si può affermare sia con il voto di preferenza (massimo due, di sesso diverso), sia con il collegio uninominale (ogni partito presenta un numero pari di candidate e candidati nei collegi). Anzi, direi che la sua affermazione più concreta è proprio nel collegio uninominale: basta stabilire che tutte le candidate e i candidati dei vari collegi si presentano insieme”. Nell’altro caso, col voto di preferenza, “sarebbe effettivamente garantita solo attraverso l’obbligo di votare un uomo e una donna, ma si tratta di una regola poco praticabile. La doppia preferenza volontaria di per sé non è in grado di produrre parità effettiva”. La scelta uninominale “sposta il tema sui partiti, della loro capacità di selezione della classe dirigente”.

Il cammino è dunque avviato, presto, la Toscana avrà la nuova legge elettorale, dice Daniela Lastri. “Credo che in autunno avremo questa legge, avendo fatto come Consiglio regionale un percorso concreto e impegnativo”. (s.bar)

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell'Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana