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Il progetto di aprire la nostra istituzione all'arte contemporanea ha avuto un successo straordinario.
Tutto ha inizio nel 2000 quando, inaugurata la mostra per la prima edizione della Festa della Toscana, Oliviero Toscani dona settantadue gigantografie sulla pena di morte. L'anno successivo di comune accordo con l'Ufficio di Presidenza e il Consiglio regionale al completo, viene ospitata nella "Galleria Dipinta" la mostra antologica di Onofrio Pepe; l'artista lascia al Consiglio due pregevoli opere inserite nel primo volume di "Arte della Toscana". Il suo esempio è seguito da molti altri artisti; voglio qui ricordare Luca Alinari e Antonio Possenti che per primi hanno donato opere rappresentative del loro catalogo.
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Dal 2001 si susseguono mostre e donazioni; in un crescendo costante l'iniziativa vede avvicendarsi artisti provenienti dai 'background' più diversi. Alcuni di loro decidono di ritornare in "Galleria" desiderosi di figurare nella collezione regionale con due opere anziché una. Intanto si mettono a disposizione altri spazi, oltre alla Galleria Dipinta, la cosiddetta anticamera Affreschi del secondo piano e le salette della Biblioteca adiacenti all'Auditorium a pian terreno. Un successo inaspettato, determinato sicuramente dal fatto che l'interesse del Consiglio per l'arte contemporanea, o l'arte d'oggi per meglio dire, ha fatto presa sulla crescente esigenza di esporre i propri lavori all'interno di un circuito che ne garantisca la conservazione e la valorizzazione, oltre che la fruizione da parte di un pubblico via via più vasto, in un crescendo di interesse per l'arte contemporanea.
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Questo secondo volume che ho il piacere di presentare è, dunque, l'insigne testimone della promessa di continuare nel mecenatismo culturale e nella conservazione della memoria, concretizzatasi nella pubblicazione di un nuovo catalogo ogni anno. Tale promessa non solo non è stata disattesa ma anzi si è arricchita in presenze artistiche e culturali, mantenendo uno standard qualitativo di alto livello.
Il panorama dell'arte d'oggi è quanto mai vario e polimorfo. Molti autori raccolgono la grande lezione della Scuola del Disegno di cui Firenze è culla e testimone; seppure meno intimiditi, ora rispetto ad altri tempi, dal grande e glorioso passato rinascimentale, si lanciano verso forme nuove di espressione pur mostrando una certa difficoltà a tradire, per così dire, il passato figurativo e culturale toscano.
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La collezione permanente del Consiglio Regionale della Toscana vanta ormai opere di grandi maestri quali Vinicio Berti,
Renato Alessandrini,
Pietro Cascella,
Novello Finotti,
Dino Migliorini,
Alfredo Catarsini,
Silvano Campeggi,
Joseph Sheppard,
Giuliano Vangi,
Harry Marinsky,
Igor Mitoraj e di molti altri ancora: autori affermati sul piano nazionale e internazionale ed autori esordienti. La lettura della pubblicazione sopperirà all'impossibilità di menzionare in questa sede tutti gli 1rtisti. La scelta di autori toscani, come era ovvio per un'istituzione che mira a promuovere la toscanità e che parte dalla Toscana per guardare al resto del mondo, è stata arricchita dalle aperture agli autori che vivono e operano nella regione o che trovano in essa fonte di ispirazione o mostrano di esservi legati affettivamente.
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Un volume che è una testimonianza del lavoro non solo di artisti toscani di nascita, che offre al lettore una vasta e particolareggiata veduta su un panorama poliedrico. Il testo, infine, si qualifica come contribuito a una prima catalogazione dello scenario dell'arte d'oggi che attende ancora un'inventariazione a livello più generale e sistematico, tale da mettere in collegamento la catalogazione dettagliata della nostra collezione - curata per noi dalla dottoressa Giovanna M. Carli, con la collaborazione del professor Antonio Paolucci, Soprintendente del Polo Museale fiorentino e del dottor Carlo Sisi, direttore della Galleria di Arte Moderna di Palazzo Pitti - con le altre realtà istituzionali e non della nostra regione. Si potrà così fare il punto della situazione,
non tanto per ingabbiare o dare direttive agli artisti, quanto per comprendere più a fondo i nuovi fermenti e le nuove necessità, affinché si possa parlare anche a Firenze e in Toscana di un'arte che vada al di là dei grandi protagonisti del passato in modo da creare finalmente una filiera a sostegno dell'operato di emergenti o già affermati artisti contemporanei.
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Riccardo Nencini
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(estratto
dalla presentazione di:
Opere d’arte dalla collezione
regionale. Catalogo
delle donazioni, “Arte della Toscana”, vol. II, a cura di
Giovanna M. Carli)
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