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Consulta per la denominazione dei beni regionali


La Consulta per la denominazione dei beni regionali, istituita con legge regionale nel 2012, supporta le decisioni della Giunta in merito alla denominazione dei beni di rilevanza storica o sociale rientranti nella titolarità della Regione Toscana. Composta di rappresentanti politici ed esperti in materia, la Consulta assicura che la denominazione avvenga sulla base degli opportuni presupposti di conoscenza e di consenso.

 In particolare, la Consulta:

  • esprime pareri e formula proposte alla Giunta regionale sulla denominazione dei beni regionali, nel rispetto della storicità consolidata e identificata dalla comunità locale dei toponimi esistenti;
  • formula proposte sui nomi da attribuire a beni successivamente individuati dalla Giunta regionale;
  • svolge funzioni di osservatorio sulle questioni relative alla denominazione dei beni pubblici nel territorio regionale;
  • esprime pareri in materia di denominazione di beni su richiesta degli enti locali;
  • propone a Comuni e Province, nell’ambito delle rispettive competenze in materia di toponomastica e sulla base di un’adeguata motivazione che tiene conto della storia e della memoria civica toscana, la denominazione di strade e piazze e l’apposizione di lapidi commemorative;
  • esprime pareri alla Giunta regionale sulla denominazione di lapidi commemorative e monumenti che valorizzino l’identità e la memoria storica della Toscana, nel rispetto della cultura e delle tradizioni italiana.

La Consulta può disporre l’organizzazione di convegni e incontri di studio con specifica rilevanza scientifica per l’approfondimento di materie toponomastiche e di storia toscana, anche al fine di individuare nuove denominazioni da attribuire ai beni pubblici.

L'organismo ha sede presso il Consiglio regionale; i componenti sono nominati dallo stesso Consiglio e la durata coincide con quella della legislatura regionale.
La partecipazione alla Consulta è a titolo onorifico.