Consiglio Regionale della Toscana
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comunicazione
Comunicato del 24/01/2002
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La celebrazione ufficiale della Regione Toscana si terrà lunedì 28 gennaio prima a Pitigliano e poi a Rignano. Il ricordo del legame storico tra le comunità,“Nencini chiede l’abolizione del Segreto di Stato sulle stragi”
FIRENZE - Per quasi cinquecento anni la Toscana è stata la patria della “Piccola Gerusalemme”, cioè di una numerosa ed importante Comunità ebraica, quella di Pitigliano.
Ed è proprio dal Comune grossetano che lunedì 28 gennaio partiranno le celebrazioni ufficiali del Consiglio regionale della Toscana per il “Giorno della memoria”. Una città-simbolo di tolleranza ed integrazione tra popoli e religioni e con testimonianze tuttora conservate dei legami storici con l’ebraismo: dal cimitero alla sinagoga, dal forno per il pane azzimo alla produzione di vino Kosher.
La manifestazione si terrà , con inizio alle ore 10.30, presso il Teatro Salvini, in piazza del Comune a Pitigliano. Interverranno: il sindaco Augusto Brozzi, il presidente del Consiglio Regionale Riccardo Nencini, il vice-presidente della Giunta Regionale Angelo Passaleva e lo storico Luigi Lotti.
Le celebrazioni proseguiranno nel pomeriggio, alle ore 17.00, a Rignano sull’Arno (Fi), dove l’Ufficio di presidenza dell’assemblea toscana parteciperà all’inaugurazione della mostra fotografica e documentaria su Elio Salmon (basata sui documenti d’epoca inerenti la discriminazione razziale).
Quest’anno, la scelta di Pitigliano, come luogo principale dove ricordare l’Olocausto e le persecuzioni nazifasciste, è avvenuta anche per valorizzare la cultura liberale e cosmopolita della Toscana. A documentarlo sono le cifre demografiche: intorno al 1850 nella nostra regione vivevano 7.500 ebrei, su un totale di 38.500 in tutta Italia. Con in testa la piccola città di Pitigliano, dove era registrata la presenza di oltre una cinquantina di famiglie, lì iniziate ad arrivare fin dal XVI secolo. Da ciò l’attribuzione della definizione di ‘Piccola Gerusalemme’. Infatti, fu la nobile famiglia romana degli Orsini, feudatari dei quel territorio, a proteggere l’insediamento degli ebrei che venivano, in maggioranza, dal vicino Stato Pontificio. Nel 1571 avvenne l’insediamento ufficiale del ‘banco ebraico’ a Pitigliano, il primo embrione organizzato della Comunità, destinato a crescere nel tempo, anche perché tollerato dal Granducato di Toscana.
L’integrazione con la gente del posto è stata così forte che nella storia furono gli stessi pitiglianesi a proteggere gli ebrei perseguitati sia nel 1799 dai sanfedisti, che durante la seconda guerra mondiale a seguito delle leggi razziali. Il ciclo plurisecolare della Comunità ebraica pitiglianese si esaurì naturalmente durante gli anni ’50, con la partenza di molte famiglie per altre destinazioni, tra cui Livorno. E’ da sottolineare che le leggi emanate sotto i Lorena, anche se soggette alle aperture ed alle chiusure derivate dal mutare degli equilibri politici e religiosi, hanno avuto il pregio di riconoscere (primi in Europa) molti diritti civili agli ebrei: accesso alle Accademie letterarie e scientifiche, diritto di proprietà, liberazione dei ghetti ecc...
“Però, non è sufficiente ricordare –ha dichiarato Riccardo Nencini, presidente del Consiglio regionale-, bisogna che tutti i cittadini dicano ‘Mai più Auschwitz’ e riconoscano i diritti universali all’eguaglianza ed alla libertà. A ciascuno di noi può toccare di essere una minoranza e soltanto allora che ci accorgiamo di come sia importante lo Stato di diritto. Adesso, che siamo lontani da quei tragici fatti, tutte le forze politiche devono chiedere l’abolizione del Segreto di Stato sulle stragi nazifasciste e riconciliare l’Italia”.
A Pitigliano, oltre alla celebrazione ufficiale del Consiglio regionale, sono previste altre due manifestazioni: il 27 gennaio (ore 11.00 presso la sinagoga) la commemorazione delle vittime dei campi di sterminio ed il 28 gennaio la proiezione gratuita del film (Cinema Moderno – mattina per le scuole e pomeriggio per la popolazione) “Giona che visse nella balena”. (G. di I.)