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Manifesto da "La
Nascita di Venere" di Igor Mitoraj
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"La
Festa della Toscana per i diritti delle donne"
I diritti umani sono il linguaggio comune
dell’ umanità, i segni dell’ avanzamento della
democrazia, le fondamenta sulle quali costruire il nostro futuro.
Nella pur breve storia della Festa della Toscana, questa sensibilità
in tema di diritti umani ha segnato le nostre iniziative: da quella contro
la pena di morte come violazione di un diritto fondamentale e inalienabile
dell’ uomo, il diritto alla vita, a quella riaffermazione della
‘’libertà delle idee’’ come motore fondamentale del progresso
civile.
Di questa visione positiva e propulsiva del mondo dei diritti fa
parte il tema scelto per la Festa della Toscana 2002: la difesa e la
tutela dei diritti delle donne, simbolo di uno degli obiettivi della
stessa Carta dell’ Onu fin dal suo Preambolo, nel quale si ribadisce
come l’ eguaglianza dei diritti delle donne sia un principio
fondamentale delle Nazioni Unite; un valore universale cui ogni Stato deve
dare certezza, richiamato anche nella Convenzione sulla ‘’eliminazione
di tutte le forme di discriminazione delle donne’’ adottata dall’
Assemblea generale dell’ Onu.
In tempi così drammatici, con il terrorismo che insanguina il mondo e la
pace relegata negli angoli più bui delle coscienze, le donne stanno
pagando un tributo di sofferenze che rende sacrosanta, ancorché più aspra e decisa, la nostra volontà
di mettere al centro della Festa della Toscana la difesa e la
riaffermazione dei loro diritti.
La violenza sulle donne, la negazione della loro libertà di
scelta, la soppressione della loro autonomia fisica, rappresentano spesso
il cuore dei fondamentalismi, quello che li accomuna e li rende sordi ad
ogni confronto, quasi che il potere e il controllo sulle donne sia la base
della loro stessa capacità di consolidarsi e diffondersi nel mondo.
Due volti possono rappresentare l’ emblema della terza edizione
della Festa della Toscana: quelli di Safiya e Amina, condannate alla
lapidazione per aver concepito un figlio al di fuori del matrimonio. Per
loro tutta la Toscana si è mobilitata. Safiya è stata graziata; per
Amina ci sono buone speranze. La loro storia è esemplare per parlarci di
quella che è ancora la condizione femminile in tante parti del mondo.
Dedicare la Festa della Toscana alle donne significa anche
assumerci una responsabilità individuale e collettiva sui diritti umani,
testimoniando la volontà di rafforzare il nostro lavoro per farli
rispettare e per promuovere progetti mirati a rendere concrete le pari
opportunità fra i sessi.
Claudio
Martini Riccardo Nencini
Presidente Regione Toscana Presidente Consiglio regionale
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